Dopo decenni di abbandono, il progetto di recupero è bloccato dai ricorsi al Tar «Il progetto che la Regione aveva affidato a Sviluppo Genova prevedeva, nelle diverse alternative prospettate, la costruzione di due o di un complesso alberghiero, accanto alla Colonia Fara. E interessava una superficie da novemila e undicimila metri quadrati». Squadernate sul tavolo dell'ufficio del sindaco, Vittorio Agostino, a palazzo Bianco, le carte di quel progetto ormai defunto certificano - è la teoria del primo cittadino di Chiavari - che l'impatto ambientale in quel caso sarebbe risultato ben maggiore rispetto alla soluzione favorita dalla sua amministrazione. Ovvero la gara internazionale che ha incoronato una cordata, la Centro Arte srl, che ha offerto l'iperbolica somma di 17 milioni di euro e spiccioli (12 mila), mettendo in fila tre concorrenti: Edilstrada Building srl di Piacenza (offerta di 13 milioni 161 mila euro), Sara Immobili Spa di Roma (12 milioni e 662 mila euro) e Bright srl di Milano (12 milioni e 157 mila euro). La base d'asta era stata fissato attorno ai nove milioni, a fronte di un valore di perizia di 11 milioni 962 mila euro, firmata dall'architetto Bruno Gabrielli, già assessore genovese all'urbanistica della giunta Pericu. Destinazione finale dell'intervento - su circa cinquemila metri quadrati dell'area dominata dalla torre in puro stile razionalista progettata dall'ingegner Camillo Nardi Greco nel 1935 - un restyling interno della torre medesima, trasformata in residence. Due appartamenti, non di più, per ciascuno dei nove piani, con centro benessere, palestra e ristorante nella parte bassa della torre. Nessuna aggiunta volumetrica quindi e assoluto rispetto del manufatto edificato in epoca fascista, inaugurato da Mussolini nel 1938, destinato per due anni ad ospitare bambini provienienti da tutta l'Italia. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale impose di utilizzare gli spazi come ospedale militare. Ripresa brevemente la funzione di colonia invernale nel 1947, fino al 1955 accolse i profughi istriani. Una breve parentesi negli anni Sessanta come albergo internazionale della gioventù italiana precedette il declino. Passata in proprietà del Comune di Chiavari nel 1980 l'ex Colonia Fara venne utilizzata come scuola elementare ma fu poi abbandonata alla rovina. L'incompiuta storica pareva finalmente destinata a risolversi con l'aggiudicazione al Centro Arte srl ma una raffica di ricorsi, da parte di associazioni ambientaliste ma non solo, ha bloccato la procedura di assegnazione. Il monolite in stile littorio resta dunque consegnato ad un poco onorevole limbo. La querelle, approdata al Tar della Liguria, ha per ora privato la giunta Agostino del finanziamento che il "Faraone" (soprannome che accomuna sodali e avversari e che il sindaco poco gradisce) è stato costretto a cancellare dalla voce investimenti. Con quei 17 milioni aveva deciso di ristrutturare palazzo Rocca per farne un polo museale idoneo ad accogliere, tra l'altro, gli straordinari pezzi della Necropoli preromana scoperta giusto mezzo secolo fa a Chiavari e ospitati in un magazzino di Cicagna, dopo un effimero passaggio al museo Chiapparino. Attendono interventi di ripristino la storica Farmacia dei frati, l"auditorium San Francesco e, a ridosso dell'Entella, la piscina del Lido, chiusa da tempo. «Contro il progetto redatto da Sviluppo Genova e licenziato dalla Regione nessuno fece opposizione. Ora invece...», insinua Agostino. Sia come sia, il progetto "caldo"è finito in freezer. Agostino stima che, esaurito in qualche mese il passaggio al Tar dei vari ricorsi, «occorreranno un paio d'anni prima di giungere al capolinea del Consiglio di Stato. Ho scritto al governo chiedendo una legge che ponga a carico dei ricorrenti soccombenti i danni provocati dalle loro iniziative giudiziarie ingiustificate». L'amministratore unico di Centro Arte srl, Paolo Spinelli, commercialista, giura di sentirsi «in perfetta sintonia con l'amministrazione comunale». Della cordata che si è aggiudicata l'ex Colonia Fara oltre allo stesso Spinelli (con 5 del capitale) fanno parte, dice Agostino, «Stefano Podestà, figlio di un costruttore molto noto a Chiavari, l'immobiliarista Fabio Santomauro (ad della società, ndr), con un altro 25) e altri che non ricordo». Spinelli promette che gli altri soci si sveleranno a breve («Imprenditori chiavaresi», anticipa Santomauro) e annuncia un primo aumento di capitale della srl, a mezzo milione di euro. La giunta Agostino, sentito il parere del professor Pierluigi Mantini, deputato del Partito Democratico e avvocato amministrativista, ha bloccato la procedura di decadenza dall'aggiudicazione alla Centro Arte, e attende la pronuncia del Tar Ligure. Recita un promemoria dell'assessore all'urbanistica, Antonio Segalerba, consegnato ai consiglieri comunali: «Si consiglia pertanto l'adozione di un nuovo provvedimento amministrativo di riesame dell'interesse pubblico alla luce della decisione del giudice amministrativo e dell'eventuale prosecuzione in appello del giudizio, nonché delle determinazioni delle parti, ivi comprese quella risultata aggiudicataria». Wait and see, direbbero gli inglesi. I giochi potrebbero riaprirsi. I ricorrenti (Italia Nostra e Legambiente, Gli Scogli srl, per via di una striscia di terreno contesa, la Asl 4, che invoca l'usucapione su un'altra porzione di terreno) puntano il dito su diversi aspetti irregolari della procedura amministrativa. La Sovrintendenza ai Bene artistici e culturali aveva rimosso il vincolo posto a suo tempo sull'immobile dallo stesso Agostino. «Il problema è il rispetto delle norme. Non si possono vendere cose che appartengono ad altri», dice Massimo Maugeri di Legambiente. Ma non solo questo. «Con l'architetto Spalla avevamo proposto alla giunta di destinare l'edificio a sede di università europee, a un campus orientato alla nautica da diporto. Non c'è bisogno di seconde case, a Chiavari, ma di sviluppo». Maugeri contesta come «strumentale» anche l'intervento di blindatura dell'ex Colonia, imposto dal prefetto di Genova, Cancellieri, per intuibili motivi di incolumità pubblica. Murate porte e finestre per impedire l'accesso a chi - è accaduto - l'aveva trasformata in alloggio. parodiilsecoloxix.it