Sovrapposizione all'esistente o «restauro d'insieme»: sono i due punti di vista, rispettivamente della Soprintendenza di Verona e dei progettisti Luciano Cenna e Zeno Bolognani (oltre al professor Leonardo Benevolo) sul progetto di sistemazione di piazza Silvio Venturi. Lo si ricava dalla corrispondenza intercorsa nei mesi scorsi tra Soprintendenza e Comune. La prima, quando non accolse la richiesta di autorizzazione ai lavori e allo spostamento del monumento, obiettò che «la carenza di analisi storica si traduce in una soluzione di progetto orienatata a risolvere le problematiche funzionali utilizzando scelte formali e soluzioni distributive che tendono a sovrapporsi all'esistente, ignorando così segni del processo storico che ha prodotto sino ad oggi la trasformazione del sito, proponendo soluzioni autonome e non ispirate al principio di continuità con il passato». Secondo Benevolo, a cui il Comune e i progettisti avevano chiesto di esaminare il progetto, lo stesso si configura invece come «restauro d'insieme». E cioè, le costruzioni succedutesi nel tempo, ovvero chiesa parrocchiale, municipio e per primo il Palazzo vescovile non avrebbero «prodotto un risultato coerente e duraturo, ma ha lasciato uno scenario non risolto, che aspetta di esser sistemato oggi da un progetto complessivo». In sostanza il progetto, elementi di arredo urbano compresi «mirano a far convivere meglio fra loro gli edifici ottocenteschi rispettando integralmente i loro connotati architettonici». Il monumento, aggiunto solo nel 1924 secondo l'abitudine del tempo di collocarlo nel centro di una piazza, «non ha alcuna motivazione funzionale», scrivono Cenna e Bolognani, «e quindi sta nello spazio urbano come un ospite estraneo». Fin qui disquisizioni su scelte che hanno a che fare con l'architettura: così, o meglio con «l'emotività che impedisce di prendre in considerazione qualunque spiegazione logica relativa all'evoluzione urbanistica del luogo» si spiegherebbero, secondo la coppia dei progettisti, le perplessità allo spostamento del monumento.P.D.C.
VERONA - Tra sovrapposizione e restauro d'insieme
La Soprintendenza di Verona e i progettisti Luciano Cenna e Zeno Bolognani hanno espresso divergenze sul progetto di sistemazione di piazza Silvio Venturi. La Soprintendenza ha obiettato che il progetto sovrappone l'esistente, ignorando i segni storici del sito. I progettisti hanno invece proposto un restauro d'insieme, che miri a far convivere meglio gli edifici ottocenteschi rispettando integralmente i loro connotati architettonici. Il monumento aggiunto nel 1924 non ha alcuna motivazione funzionale e sta nello spazio urbano come un ospite estraneo.
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