Fulcro della vita comunitaria cittadina, sede di edifici storici o chiese, luogo degli scambi commerciali e politici. Così rinascono le piazze urbane. Centro della polis per eccellenza, le nuove piazze rievocano il ruolo perduto dellagorà greca o dellantico foro romano. Sono i luoghi ritrovati della cittadinanza, spazi aperti di aggregazione e socializzazione nei quali si svolge la quotidianità dei gesti pubblici. È proprio questo lelemento simbolico secondo larchitetto Arturo Cucciolla. «Oltre agli aspetti funzionali e a quelli materiali come togliere le auto, incrementare il verde e mettere le panchine, è importante incidere sul fattore collettività. Per questo i progetti devono calzare su misura: non banali arredi urbani, ma soluzioni specifiche per luoghi specifici». A Bari sono oltre trenta gli spazi recuperati o riqualificati. Piazze lasciate al degrado, aree a verde incustodite e sterrati utilizzati come parcheggi sono stati trasformati in crocevia di incontri per i residenti di quartiere. Da San Pasquale al Libertà, da Torre a Mare a Carbonara, da Madonnella al San Paolo: gli interventi si sono concentrati in particolar modo nelle periferie, lì dove pochi o inesistenti sono i ritrovi collettivi. Una spesa di 13 milioni di euro per le casse comunali. È praticamente spuntata dal nulla la piazzetta di San Pasquale di fronte alla chiesa omonima: dove prima scorreva indisturbato il traffico di smog ed automobili, adesso cè una piccola oasi. Al posto dellasfalto un pavimento bianco, alberi, cestini, lampioni e panchine. Non semplici sedute isolate, ma strutture a semicerchio studiate per favorire la conversazione. A Torre a Mare invece è stata completamente rifatta la piazza storica della Torre con viali alberati e giochi per i bambini. Lelemento in comune è quello di essere scenario di eventi culturali così come mete diurne e serali di intrattenimento per tutte le età. Ma cè anche lo scambio commerciale di romana memoria al centro dei progetti di rivalutazione urbanistica. Lo dimostra larea di via Ribeira appena cantierizzata nella quale verrà trasferito il mercato settimanale di via Marche; nei restanti sei giorni sarà invece una piazza a pieno titolo con gazebo e aiuole. A breve sarà il turno di piazza Madonnella, che verrà saldata con lo slargo antistante la scuola Balilla. Il nuovo disegno curato da uno staff di progettisti coordinato da Cucciolla prevede una piccola fontana, alberi a filare, panchine: soluzioni adatte ad accogliere il passeggio, le attività culturali e del tempo libero dei cittadini, spettacoli, dibattiti e comizi. Piazza Carabellese verrà dotata di un impianto wireless per la connessione ad Internet. Giovani architetti invece si occuperanno della riqualificazione del giardino Di Venere a Ceglie, tre mila metri quadri da utilizzare anche nelle ore pomeridiane e serali. «Inseriremo pali inclinati a forma di steli - spiega Marianna Nardelli - con lampade a foglia per renderla più sicura di sera». Hanno le idee chiare i progettisti Domenico Di Nardo, Sabina Castello e Francesco Paolo Di Donna per il restyling di piazza del Redentore al quartiere Libertà. «Utilizzeremo panchine a forma di "elle" per migliorare le conversazioni e tavolini in pietra per giocare a carte; destate, qui, la gente si porta le sedie da casa». Puff in cemento azzurro a base quadrata e triangolare e area giochi in gomma antinfortunistica per la piazza che verrà a San Girolamo, 2200 metri quadri a ridosso della tangenziale. Altri cuori pulsanti di Bari verranno riaperti: la centrale piazza Risorgimento con venti nuovi alberi e la piazza di Carbonara lasciata libera al centro per consentire lo svolgimento di comizi e feste. Al suo interno anche chioschi, giochi dacqua e una saletta della circoscrizione. Moderne agorà, dunque, unambizione che non si lascia sfuggire larchitetto Cucciolla: «La suggestione ellenica rappresenta un punto al quale tendere attraverso la qualità, un impegno di tutti gli amministratori e progettisti: la collettività è frantumata e preferisce passare il tempo davanti alla tv piuttosto che in piazza, ma noi ci dobbiamo provare».