Com'era il pane dell'antico popolo dei Messapi? Con quale cultivar di grano lo producevano nell'VIII secolo avanti Cristo? L'affascinante quesito potrebbe essere svelato a breve grazie al ritrovamento a Manduria di un deposito sotterraneo, risalente all'epoca messapica, con tracce ancora intatte del prezioso farinaceo. L'eccezionale scoperta degli archeologi della soprintendenza di Taranto è stata fatta in pieno centro storico a Manduria dove erano in corso lavori di scavo per la fognatura. Il grano, circa due chili, conservatosi sorprendentemente sotto quattro metri di fango e detriti, sarà ora sottoposto ad analisi chimiche e fisiche per accertarne la natura e l'epoca in cui è stato depositato nella cisterna di enormi dimensioni. Nelle immediate vicinanze gli operai della soprintendenza che da una settimana scavano sotto l'attenta supervisione degli architetti Arcangelo Alessio e Gianfranco Dimitri, hanno già fatto affiorare altri sei depositi, sempre scavati nella roccia friabile, della stessa forma ma di dimensioni più ridotte rispetto a quello che conteneva ancora il grano. Gli ipogei che secondo gli esperti potrebbero risalire all'età messapica o medievale, si trovano nel cuore del borgo antico manduriano a metà strada tra la chiesa matrice e il castello della famiglia Imperiali. Oltre alle cisterne di forma ovoidale, dallo stesso sottosuolo della terra dei Messapi stanno affiorando blocchi di fondamenta. Secondo gli esperti i reperti testimoniano la presenza in quel punto di un agglomerato urbano densamente abitato. Probabilmente si tratta del nucleo degli antenati manduriani che a quell'epoca abitavano tra la prima e la seconda cerchia di mura megalitiche edificate a difesa della città. Oltre al grano, sono stati portati alla luce anche frammenti di ceramica non messapica e una fibula di epoca non ancora definita. Nazareno Dinoi Il grano Nella cisterna sono stati ritrovati circa due chili di grano ben conservato