Un brutto sogno Turismo di massa, turismo d'elitè, that's the question. Da Parigi a New York si sta analizzando anche (è il caso del Louvre) quanto l'affluenza umana ai musei determina l'usura delle opere d'arte, perchè ogni essere umano lascia impronte di se ovunque passi e non ci vuole certo C.S.I. a scoprirlo. Tutti parametri che poi si riversano sulla qualità e l'economicità della vita di tutti i cittadini- abitanti che ne fanno le spese, e tanto più il fenomeno negativo ingigantisce quanti meno sono gli abitanti che dovranno ripartirsene i disagi, spesso invisibili, spesso imputandane erroneamente le responsabilità ad altri, soprattutto alle amministrazioni. Ma anche gli esercenti ai quali sembra di trarre un beneficio, dovrebbero rendersi conto che si tratta solo di un effetto di immediatezza, nel lungo periodo ci andranno a scapitare, se non loro, la comunità. Fosse altro che la situazione di incremento esponenziale porta inevitabilmente a una perdita di appetibilità soprattutto residenziale. Quindi per assurdo un turismo quantitativo potrebbe portare anche a un'ulteriore riduzione demografica dovuta a uno scoraggiamento non solo economico per un inevitabile incremento di tassazioni, e disservizi, ma anche di qualità della vita. E' anche vero che il turismo qualitativo forse non basta a sostenere Volterra e nemmeno Volterra è ancora attrezzata ad accoglierlo, non credo ci sia una ricetta se non cercare una differnziazione delle economie che sostengono la città e il concentrarsi a soluzioni che portino a un veloce incremento demografico. Se vogliamo dirla tutta non mi stancherò mai di suggerirlo, dobbiamo alimentare la città con la ricerca, storica e archeologica è quella la nostra industria, il nostro settore produttivo, abbiamo ancora molto da scavare nei libri e sottoterra ricominciamo a farlo e incentivare i giovani perchè lo facciano, è quello il nostro motore. Ben vengano i Vampiri e i loro fan da tutto il mondo, purchè Volterra non diventi essa stessa Voltur. Ben venga la quantità se motivata e non pericolosa per la qualità e soprattutto non a scapito della peculiarità, della diversità, dell'etnia. Non vorrei svegliarmi un giorno e trovare la piazza o Palazzo dei Priori trasformati in "Pizza o Palapizzo dei Priori" magari sold out, pieni di persone, gridanti e festose. Una sorta di Volterraland tutti vestiti da vampiri medioevali con agli orecchi l'Ipode e la mozzarella al posto del cervello. direttore artistico festival Teatro romano
TOSCANA - Turismo di massa, turismo d'elitè, that's the question.
Il turismo di massa sta causando problemi a Volterra, come l'usura delle opere d'arte e la perdita di qualità della vita per i residenti. L'affluenza umana ai musei e alle attrazioni turistiche sta portando a un aumento delle tasse e dei servizi, rendendo la vita difficile per i cittadini. Inoltre, il turismo di massa potrebbe anche portare a una riduzione demografica a causa dello scoraggiamento economico e della qualità della vita. Il direttore artistico del festival Teatro romano suggerisce di concentrarsi sulla ricerca, storia e archeologia come settore produttivo per sostenere la città e incentivare i giovani a partecipare.
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