L'opera è di Michele Catti, artista ottocentesco. Il fiuto potrebbe essere avvenuto nel corso di un falso allarme bomba. Era nella stanza del vicepresidente, la porta non è stata forzata. Ladri alla Fonduzione Teatro Massimo: sono riusciti a penetrare nella stanza del vicepresidente Gaetano Armao. dove hanno trafugato un prezioso quadro di Michele Catti, pittore palermitano di fine Ottocento. La tela ha un valore di circa 50 mila euro: sul caso stanno adesso indagando i carabinieri del Nucleo tutela culturale. Dalla stanza di Armao è sparito anche un computer. Gli inquirenti propendono per la pista interna: la porta della stanza di Armao non mostra infatti segni di effrazione. ALBERTO BONANNO Pesante il bilancio del furto senza scasso nell'ufficio del vice presidente Armao. Sparito dal teatro Massimo un quadro da 50 mila euro La tela è di Michele Catti, un artista palermitano di fine Ottocento. In forse la copertura assicurativa perché la porta non è stata forzata AL TEATRO Massimo, dove sono tornati a spirare venti di guerra tra lavoratori e vertici della Fondazione, adesso vanno in scena i ladri d'arte. Dagli uffici del teatro è sparito un quadro di Michele Catti, pittore palermitano di fine Ottocento, celebre per le sue vedute cittadine conservate alla Galleria d'arte moderna. La tela, di medie dimensioni e di un valore di base stimato tra i 40 e i 50 mila euro, era custodita nell'ufficio del vice presidente Gaetano Armao, che si è visto sottrarre anche un computer e alcuni documenti. Ma c'è il sospetto che il blitz nella stanza, che prospetta sulla Sala Pompeiana del monumento, sia stato compiuto da una mano interna: la porta dell'ufficio di Armao non aveva segni di scasso. E il vice presidente, che pur essendo un uomo forte di Forza Italia è in rotta di collisione con il sovrintendente Pietro Cartiglio, nominato in dicembre dal Consiglio di amministrazione dopo le dimissioni di Claudio Desderi, da diverse settimane non è presente in teatro con la stessa assiduità del passato. Prima della scoperta, che risale a sabato scorso, il suo ufficio sarebbe rimasto chiuso per almeno quattro giorni. Il quadro potrebbe anche essere stato portato via la mattina dell'11 marzo, quando per un allarme bomba (rivelatesi infondato) il teatro è stato improvvisamente sgomberato. Nella concitazione, un bagaglio con l'ingombrante refurtiva potrebbe essere passato inosservato con una certa facilità. Ma non è detto che chi ha portato fuori dal teatro il fardello (sempre che l'abbia fatto) sia stato necessariamente notato: le vie di fuga verso l'esterno nella costruzione del Basile sono numerose, e non tutte sott'occhio. Sul caso indagano i carabinieri: quelli della compagnia di piazza Verdi per quanto riguarda il furto del pc e dei dischetti, quelli del Nucleo tutela patrimonio culturale per la tela di Catti. Il soggetto dipinto è peraltro abbastanza inusuale nella produzione del pittore palermitano, un elemento che potrebbe farne aumentare l'interesse collezionistico e il valore: la tela riproduce una platea e parte di un palcoscenico, sul quale ci sono Giuseppe Verdi e altri due soggetti. Fino a poco tempo fa era custodito dall'archivio della Fondazione, assieme ad altre opere di pregio che fanno parte del patrimonio. La nuova sistemazione nell'ufficio sulla Sala Pompeiana era stata voluta proprio da Armao, che dell'arte figurativa è un fine conoscitore. La tela era stata inventariata come patrimonio della Fondazione, ma con un valore aggiornato a qualche anno fa e privo di qualunque rivalutazione collezionistica. E, al di là dell'esito delle indagini, la Fondazione dovrà superare lo scoglio dell'assicurazione, che di fronte alla mancanza di segni di scasso potrebbe opporre qualche resistenza nella rifusione del danno. Tra qualche giorno l'opera comparirà nel sito Internet delle opere d'arte trafugate messo online dai carabinieri.
Rubato un quadro dal teatro Massimo.
Il vicepresidente Gaetano Armao ha avuto il quadro di Michele Catti, un artista palermitano di fine Ottocento, sottratto dall'ufficio del teatro Massimo. La tela, di medie dimensioni e di un valore stimato tra i 40 e i 50 mila euro, era custodita nell'ufficio di Armao. La porta dell'ufficio non mostra segni di scasso, e si sospetta che il blitz sia stato compiuto da una mano interna. Il vicepresidente non è presente in teatro con la stessa assiduità del passato, e il suo ufficio sarebbe stato chiuso per almeno quattro giorni prima della scoperta. I carabinieri stanno indagando sul caso, che coinvolge anche il furto di un computer e alcuni documenti.
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