Lappello dei giovani: "Uniamoci per custodire questo posto magico" Nei ricordi degli anziani il tempo in cui la pesca e la vita in mare scandivano il tempo I ragazzi puliscono il lungomare e combattono ogni estate linvasione delle baraccopoli Non cè coppia di fidanzati che non conosca il suo molo, che offre uno dei panorami più suggestivi della città. Non cè estimatore del buon pesce che non sia stato cliente dei suoi pescivendoli, tra i migliori di Palermo per tradizione, come quella pizza "Villetta" che non cè palermitano che non abbia gustato almeno una volta. E i bambini di trenta-quaranta anni fa la ricorderanno bene per un luogo che aveva il sapore di un incantesimo: "Il mago dei gelati", tappa obbligata della passeggiata domenicale. Oggi allArenella il profumo del mare si diffonde ancora tra le strette viuzze, le barche sono ormeggiate a pochi metri dalle abitazioni e il cielo si lega al mare in quellorizzonte ricco di suggestioni che ha incantato tanti sguardi. I lavori in corso in via Papa Sergio lhanno trasformata in una discarica a cielo aperto: i camion dellAmia arrivano a stento. Ma in genere non è così. È rimasto un quartiere di pescatori, anche se di questi ultimi ce ne sono assai meno che nel passato, incastonato tra il mare e Monte Pellegrino. La voglia di crescere e migliorare non manca e la borgata, nata intorno alla tonnara dei Florio, sembra spaccarsi in due: da un lato gli anziani, che vivono ancorati al passato, dallaltro le ultime generazioni che guardano verso un futuro ancora da costruire e si sbracciano per custodire questo loro tesoro. «Chi nasce qui sente il mare scorrere nelle vene - dice Luigi Galioto, 64 anni - io sono nato e cresciuto in questa borgata e, a volte, provo nostalgia perché mi accorgo che molte cose sono cambiate. Quando ero giovane, la vita era scandita dal ritmo del mare. Tutto era molto più semplice». Luogo di incontro per i residenti del quartiere è il bar Number One, di fronte il lungomare. Antonino Mamone, 46 anni, se ne sta seduto dentro il locale con i suoi amici. «Ci conosciamo tutti - dice - cè un clima familiare che si ritrova solo nei piccoli quartieri periferici. Da ragazzi ballavamo sugli scogli e ci divertivamo a creare barchette di latta, ma sono divertimenti che i giovani non conoscono più». A donare un sapore antico a questa borgata è il porticciolo. Qui, Andrea Machì, 64 anni, passeggia accanto alla sua barca, Rosa. «Questo è un piccolo paradiso per il paesaggio e per i suoi abitanti - afferma - Purtroppo, i servizi sono inefficienti, ma io non andrò mai via da qui». Lamenta la mancanza di servizi è anche Nino Scaglione, 60 anni: «Sono state numerose, negli anni, le spinte dei residenti per creare servizi e luoghi di aggregazione. I pochi servizi che abbiamo sono offerti dallunica associazione del quartiere». Si chiama Pro Arenella e da sette anni organizza manifestazioni culturali, sportive e ricreative. «Purtroppo, il centro vive in una situazione di precarietà - spiega Filippo Tarantino, residente e responsabile dellassociazione - abbiamo ricevuto il terzo sfratto esecutivo a causa di un malinteso con lamministrazione. Nonostante la convenzione col Comune, laccordo è saltato per via di un contenzioso sullaffitto del terreno». Oggetto di dispute è anche il molo dellArenella, come spiega Antonino Celesia: «Il porticciolo è al centro di un progetto che lo vedrebbe trasformare in attrazione turistica. Un progetto assurdo per i disagi relativi alla situazione viaria, alla presenza di siti archeologici e le meraviglie paesaggistiche». Inoltrandosi lungo via della Leva, invece, si scopre un piccolo labirinto che richiama alla mente la tipica casbah araba, quasi a voler ricordare le origini di questo luogo. A preservare il luogo sono anche e soprattutto i giovani del quartiere, come spiega Francesca Scaglione, 28 anni, che insieme allassociazione Fascio e Martello - che riunisce militanti di destra e di sinistra - ha affrontato diverse battaglie per la salvaguardia del territorio. «Il contributo dei giovani è molto importante - dice - e la nostra speranza è quella di portare avanti la memoria attraverso azioni concrete. Ci siamo impegnati per la ripulitura del molo, raccogliendo undici sacchi di vetro. Abbiamo cercato di tenere pulita la villetta di piazza Tonnara. Adesso ci aspetta la battaglia estiva contro le baraccopoli. Certo - conclude - se anche gli altri cittadini lottassero con noi sarebbe meglio. Spesso ci ritroviamo soli contro un muro di gomma a custodire questo tesoro». Verso lincrocio con via Papa Sergio ci si imbatte nelle bancarelle degli ambulanti. Gaspare Galioto ha 35 anni e sta fermo sul ciglio della strada con la sua bancarella di pesce fresco, abbanniando ai passanti. «Sono qui da quindici anni - dice - e penso che questa sia la più bella borgata del mondo. Parlo da residente e da padre. Ho tre figli e sono felice di farli vivere qui, perché crescono in modo sano, a contatto con laria di mare che solo qui si vive e si respira davvero».
SICILIA - Arenella - Una borgata antica in cerca di futuro
Il quartiere di Arenella a Palermo è un luogo di tradizione e storia, dove la pesca e la vita in mare scandivano il tempo. Oggi, il quartiere è in via di trasformazione, con lavori in corso che hanno trasformato una discarica a cielo aperto in un'area di interesse turistico. I residenti, che sono in gran parte anziani, sono contrari a questa trasformazione e vogliono preservare la loro borgata. I giovani del quartiere, invece, sono impegnati nella salvaguardia del territorio e hanno affrontato diverse battaglie per la pulizia e la riparazione del molo e della villetta di piazza Tonnara.
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