È con i Florio che lArenella intraprende il suo sviluppo, accelerato poi nel 1915 dallinsediamento della fabbrica chimica dei tedeschi Goldenberg. Ma per una giusta individuazione delle sue origini occorre rintracciare le sue più antiche connotazioni e le radici del suo nome. Alla fine del Cinquecento larchitetto Camillo Camilliani, navigando da Palermo verso Trapani, individua lArenella e riferisce che alla "Punta di Santa Margherita seu Renella" vi è un immenso scoglio capace di offrire nascondiglio e ricovero a un brigantino. Che fine ha fatto questo scoglio? Può esser stato demolito e raso a pelo dacqua per costruirvi sopra, con gli stessi conci da esso ricavati, tutto il complesso edile della Tonnara? È questa lipotesi storica più accreditata. Però alcune scoperte, compiute negli anni Ottanta dallassociazione Speleo-Archeologica siciliana, portano a un passato più remoto in cui questa borgata è stata un crocevia di popoli, un epicentro di culto, sin dal tempo dei Fenici e forse anche da prima. Tali scoperte sono la rilettura della grotta del Trizzanà, ritenuta prima solo malfaraggio, che ha svelato la sua funzione primitiva di antro oracolare; tanti ipogei, dalle inconfondibili caratteristiche a dromos e a pozzo, ancora in corso di studio; porti e canali di collegamento, dalla via della Leva alla Chimica Arenella e oltre, che ancora giacciono sotto una coltre di detriti; macine e pulegge in pietra dura di basalto, resti di antica ingegneria, dentro la stessa Chimica Arenella dove, tra laltro, è stato rilevato un qanat con dei pozzi seriali e dove sono state riscoperte le Bottegarelle, caverne misteriose, citate pure dal Camilliani; reperti subacquei, come unanfora arcaica del VI Secolo avanti Cristo e alcuni anelli per sartie di navi antiche, vari reperti di superficie. Qui allArenella, probabilmente al Trizzanà, si sarebbe sviluppato il culto per una divinità fenicia che in tempi successivi, per sincretismo, fu trasferito in quello cristiano per SantAntonino, patrono dellArenella, di cui è nota la leggenda del ritrovamento in mare. Il nome della vecchia divinità risulta dal termine fenicio Horon-El che significa «il dio della caverna». Sicché, il percorso per il luogo sacro era pertanto la via allHoron-El, per corruzione lessicale «allArenella», così come era detta un tempo la strada principale che quivi conduceva. Ed è proprio da qui che scaturisce il nome stesso della borgata. Non dalla sabbia, come altri hanno erroneamente sempre immaginato, che mai è stata tanto abbondante da determinarne il nome, essendo peraltro lArenella tutta scogliera. A memoria duomo e fino a prova contraria.
ARENELLA - Quel nome che evoca la sabbia mutuato da una divinità fenicia
L'Arenella è un quartiere di Palermo, in Sicilia. Il suo sviluppo è stato accelerato nel 1915 dall'insediamento della fabbrica chimica dei tedeschi Goldenberg. Tuttavia, per comprendere le origini dell'Arenella, è necessario esplorare le sue radici più antiche. Secondo Camillo Camilliani, un architetto che ha navigato da Palermo verso Trapani, l'Arenella era una "Punta di Santa Margherita seu Renella" con un immenso scoglio che offriva nascondiglio e ricovero a un brigantino. È probabile che questo scoglio sia stato demolito e utilizzato per costruire il complesso edile della Tonnara.
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