Giani: non ci sto Lassessore: proprio ora che avevamo restaurato la facciata, spero che quei soldi ritornino Decisione a sorpresa del ministro dellInterno, a rischio anche S.Croce e Carmine Il Ministero dellinterno guidato dal leghista Roberto Maroni si riappropria della chiesa di Santa Maria Novella che il Comune di Firenze ha a più riprese restaurato negli ultimi dieci anni spendendo 6 milioni di euro. E in Palazzo Vecchio scoppia la rivolta: «È assurdo, il più federalista dei ministri compie un atto centralista senza consultarci e senza fornire alcuna rassicurazione», tuona lassessore comunale alla cultura Eugenio Giani. «Chiederò alla giunta di attivarsi in tutti modi per risolvere questo problema: il ministero ci garantisca che i soldi che abbiamo speso negli anni sulla chiesa che ospita i capolavori di Giotto, Brunelleschi, Paolo Uccello e Leon Battista Alberti siano reinvestiti su altri beni fiorentini», chiede Giani invocando un tavolo di trattativa tra Comune, Ministero e Curia in cui siglare un vero e proprio «concordato fiorentino sugli edifici di culto». Ma perché proprio il Viminale e non il Ministero dei beni culturali riannette Santa Maria Novella? La basilica domenicana era in concessione perpetua al Comune di Firenze da 141 anni, cioè dal 1868. La proprietà dei muri non è però comunale: attraverso il cosiddetto «rogito Guerri», 7 anni dopo lUnità dItalia, al Comune ne fu data solo concessione, ma il bene era e rimane del Fondo edifici di culto (Fec), antica istituzione oggi passata sotto le competenze del Viminale. Con latto del 20 gennaio scorso cambia tutto: il Fec torna in possesso del bene, la concessione comunale è revocata. Cosa cambia per il Comune? Dal punto di vista degli introiti dei biglietti nulla, perché oggi gli incassi derivanti dai visitatori finiscono allOpera di Santa Maria Novella, a cui il Comune dà facoltà di tenere gli incassi per finanziare la manutenzione e il restauro degli affreschi. Palazzo Vecchio però dal 1999 ad oggi ha speso 5.995.349 euro nella manutenzione e nei restauri straordinari di vetrate, facciata, cappelle, cancelli, illuminazione. «Che garanzie avremo ora che il Fec spenderà le stesse cifre?», si chiede Giani. E la situazione non riguarda solo Santa Maria Novella. Col rogito Guerri passarono infatti in concessione al Comune anche Santa Croce e la chiesa del Carmine. Che ora potenzialmente sono nella stessa situazione e rischiano di passare di mano. Tanto è vero che il Fec, come ci tiene a rendere noto Giani, ha già eseguito sopralluoghi in loco, sia per Santa Croce che per Santa Maria del Carmine, oltre che per altri beni in concessione ad ordini religiosi come San Marco, San Paolino, San Gaggio, Vallombrosa e Monte Senario. Ma qual è linteresse del ministero a razzolare queste proprietà? La gestione delle biglietterie infatti - è scritto così anche nellatto del 20 gennaio su Santa Maria Novella - resterà in capo agli ordini religiosi o alle opere che se ne occupano oggi. Ma secondo qualcuno in Palazzo Vecchio, quella del Ministero sarebbe la prima mossa per cercare di ottenere, magari in futuro, una compartecipazione delle entrate da biglietti: e per chiese che fanno milioni di visitatori lanno come Santa Croce o Santa Maria Novella, significa un enorme giro daffari. Giani di tutto questo non parla: «So solo che serve un concordato fiorentino - insiste - voglio garanzie che gli stessi soldi che abbiamo investito noi sulla basilica di Santa Maria Novella siano usati per restaurare altri beni in città, anche quelli fuori dal circuito turistico come Santo Spirito o Santissima Annunziata».
FIRENZE - Maroni si prende S.M.Novella. Revocata la concessione duso della basilica.
Il Ministero dell'Interno, guidato dal leghista Roberto Maroni, si è riappropiato della chiesa di Santa Maria Novella di Firenze, che il Comune di Firenze ha restaurato negli ultimi dieci anni spendendo 6 milioni di euro. Il Comune di Firenze, guidato dall'assessore alla cultura Eugenio Giani, ha espresso sorpresa e preoccupazione per questa decisione, affermando che il Ministero non ha consultato il Comune e non ha fornito alcuna rassicurazione. Giani ha chiesto alla giunta di attivarsi per risolvere il problema e di garantire che i soldi spesi dal Comune siano reinvestiti su altri beni fiorentini.
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