L'intervento Il neocommissario ai tesori di Roma antica Caro Direttore, leggo tra l'incredulo e il divertito dell'intenzione degli archeologi romani di occupare il Colosseo, azione «di lotta e di governo» a difesa dell'onore e del potere delle sovrintendenze, lesi da un accordo tra il Ministro Bondi e il Sindaco Alemanno che mi hanno indicato come possibile Commissario straordinario per le aree archeologiche del Foro, dell'Appia Antica e di Ostia Antica. Leggo che la mia nomina sarebbe il primo passo per privatizzare le aree archeologiche più note e visitate della Capitale, lasciare il resto del patrimonio ad una sovrintendenza umiliata e senza risorse, dare spazio alla creatività dei politici nella gestione del patrimonio archeologico, ben sapendo che essi non sanno che farsene della competenza e della capacità degli addetti ai lavori. E' noto come sia restio a farmi coinvolgere e replicare in dibattiti e polemiche astratte, lo faccio solo perché si tratta del più importante quotidiano del nostro Paese che ha, anche recentemente e con una delle firme più importanti, descritto quale sia il mio stile di vita e di lavoro. Ristabiliamo la verità: ho ricevuto una lettera del Ministro Bondi che mi indica una serie di situazioni a rischio di instabilità, di degrado irreversibile, di dissesto che possono compromettere l'area più bella e importante del mondo e ritiene necessario il ricorso alle procedure accelerate che sono proprie della Protezione Civile per definire un quadro di interventi e di priorità, procedendo, nel contempo, alla messa in sicurezza dei beni più esposti, per poi avviare ad attuazione le misure previste dal piano. Un lavoro "normale" per la Protezione Civile, come tale per me accettabile come le decine d'altri che mi vedono Commissario - a titolo gratuito - proprio perché a capo della Protezione Civile. Perché nessuno si è scandalizzato quando si sono fatti i lavori per il Giubileo? quando ci è stato chiesto di occuparci di Pompei? di consentire all'archeologo Marchetti di provare a recuperare la Domus Aurea? di ricostruire la Cattedrale di Noto? di contribuire al restauro del David di Donatello o dell'Ultima Cena del Vasari danneggiata dall'alluvione di Firenze? Non ho alcuna intenzione di trasformarmi in archeologo, non rappresento il "privato", visto che faccio il funzionario dello Stato da sempre e non voglio certo cominciare adesso a sperimentare un metodo di lavoro diverso da quello della Protezione Civile, che si basa sul coinvolgimento e sulla collaborazione di tutti i soggetti responsabili di possibili situazioni di crisi, attuale o potenziale, per lavorare speditamente alla soluzione dei problemi esistenti e tornare il più in fretta possibile alla normalità. Dove per normalità si intende la restituzione della piena responsabilità sui beni e le realtà che hanno costituito oggetto di intervento ai soggetti istituzionali legittimi. Non c'è nessun esproprio in un intervento di Protezione Civile, solo un uso del tempo molto diverso dalla condizione ordinaria e un metodo di lavoro che pr vilegia chi accetta di lavorare in squadra. Oltre a questo, devo precisare che un altro rischio c'è, negli interventi della Protezione Civile: tutto il tempo disponibile viene dedicato prima ad una istruttoria precisa sulle cose da fare, coinvolgendo tutte le Autorità responsabili per trovare e scegliere la soluzione migliore, poi si passa alla fase decisionale e si decide e poi si fa ciò che si è deciso. Ed è quello che vorremmo fare anche in questo caso, come faremo (oltre a quanto già fatto) anche per il Tevere, in modo che lo squallido spettacolo delle buste di plastica che pendono dagli alberi, come lugubri ricordi di rischi passati e dell'incuria attuale, presto sparisca alla vista dei cittadini e dei turisti. Un lavoro di messa in sicurezza e di esaltazione del decoro antico, in modo che la tutela resti a chi ne ha la responsabilità e la protezione sia di chi la sa fare. Se poi, alla prima verifica, scopriremo che il Ministro e il Sindaco hanno visto i segni di un' emergenza dove non c'era, basterà una normale ordinanza per tranquillizzare le Autorità e tornare alla situazione precedente. Se davvero non ci fossero rischi per le aree di cui mi scrive il Ministro Bondi il primo ad essere felice sarei io. Ma da romano, da italiano, da appassionato alle nostre bellezze ed avvilito per la nostra incapacità a fare bene le cose e ad evitare le polemiche, ho ragione di credere che qualcosa di utile vada fatto, presto e bene, anche per questa gemma importante del nostro inestimabile patrimonio culturale. Capo Dipartimento Protezione Civile
ROMA - Bertolaso: Basta polemiche Non devo fare l'archeologo
Il neocommissario ai tesori di Roma antica, Caro Direttore, ha ricevuto una lettera del Ministro Bondi che gli indica situazioni a rischio di instabilità e degrado irreversibile in aree archeologiche del Foro, dell'Appia Antica e di Ostia Antica. Il Ministro Bondi propone l'intervento della Protezione Civile per definire un quadro di interventi e priorità, e per avviare misure per la messa in sicurezza dei beni più esposti. Il neocommissario sostiene che l'intervento della Protezione Civile è un lavoro "normale" e che non ha alcuna intenzione di trasformarsi in archeologo.
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