«Siamo in dirittura di arrivo». Il cavalier Giuseppe Corti da Alessandria, costruttore assai attivo in Liguria, ritiene che il suo contestato albergo in piazza della Libertà a Portofino (tremila metri cubi, 30 stanze e quaranta box che da soli valgono l' affare) stia per vedere la luce. Questi sono giorni decisivi: la prossima settimana si pronuncerà l' Ente Parco, poi, il 25 o il 26 di febbraio ci sarà la conferenza dei servizi deliberante. Ovvero tutti gli enti coinvolti esprimeranno il loro parere. L' architetto genovese Remo De Giorgi, che è uno dei progettisti dell' intervento è ottimista: «In questi due anni abbiamo modificato il progetto, seguendo ogni indicazione da parte di soprintendenza e Regione. C' è stata grande attenzione per ogni dettaglio, per garantire il massimo rispetto del piano regolatore del Comune e del regolamento del Parco». Il sindaco Giorgio Devoto, lui, non solo vuole l' albergo («piace ai portofinesi, la gente è d' accordo») ma entro pochi giorni porterà in consiglio comunale un progetto per realizzare con soldi pubblici altri due piani interrati di parcheggi. Insomma, per Portofino si apre un periodo di importanti trasformazioni e sembrano lontane anni luce le dichiarazioni preoccupate degli ambientalisti e di autorevoli rappresentanti della Regione Liguria che avevano parlato di «mille passaggi da superare». Pare che in questi due anni "i mille" si siano ridotti a un paio di appuntamenti. Quello forse più atteso è il parere dell' Ente Parco. Secondo indiscrezioni, alcuni componenti della Comunità dell' Ente avrebbero ravvisato nelle relazioni dell' ufficio tecnico situazioni contrastanti con il regolamento in merito al contesto paesaggistico della collina, nonché questioni più tecniche riguardanti lo scavo e la stabilità dei luoghi. «Non so ancora quale sarà la decisione dell' Ente - spiega il presidente Francesco Olivari -. Noi dovremo verificare che il progetto sia conforme ai paletti stabiliti dal nostro regolamento. Anzi, a dire il vero noi siamo chiamati a pronunciarci sulla variante del piano urbanistico». Da parte sua il sindaco Giorgio Devoto rilancia. «La Regione ci impone di liberare la piazza dalle auto - dice -. Ma lì sopra ci posteggiano 80 portofinesi. Dove le mettiamo le nostre macchine? per questo chiediamo di realizzare altri due piani sotterranei sotto la piazza. Abbiamo già contattato il progettista e se noi troviamo i soldi e approviamo l' opera, il silos si farà. Sono posti che servono anche per le persone che lavorano nei locali di Portofino e vivono in riviera». Su che profilo debbano avere i parcheggi (saranno venduti o affittati ai soli residenti che potranno sub affittarli? Ci sarà una quota per le auto dei turisti?) il sindaco dice di non avere ancora le idee chiare. Certo i prezzi di un box a Portofino (si viaggia sui 200 mila euro) sono proibitivi e quindi il business, privato o pubblico è allettante. Di sicuro non possono neppure permettersi di prenderlo in affitto baristi e camerieri. «Certo - risponde il sindaco - per loro prevediamo di ampliare il posteggio degli scooter». Ma l' interpretazione di Devoto sul diktat della Regione per liberare la piazza dalle auto non trova completamente d' accordo l' architetto De Giorgi: «In realtà la Regione chiede di rivedere la definizione di piazza della Libertà all' interno di un ragionamento che sarà possibile, solo quando sarà stato approvato il nuovo piano della viabilità di Portofino. Quello che prevede parcheggi esterni e riduzione dell' afflusso di auto in paese». Ma intanto, quella che si progetta è una vera "Portofino underground".