Ferro logorato e marmi a pezzi. Oggi le restauratrici sveleranno il recupero Pravisdomini Doveva essere un normale restauro conservativo, alla fine si è trasformato in un vero e proprio intervento di "salvataggio" per la chiesa. Rischiavano di cadere sotto i colpi del tempo due dei tre artistici altari della chiesa di Sant'Antonio abate di Pravisdomini. Che avessero la necessità di essere rimessi a nuovo il parroco don Giacomo Tesolin lo aveva visto da tempo. Il tabernacolo dell'altar maggiore, per esempio, risultava da tempo privo di diversi elementi di marmo policromo, che di tanto in tanto venivano raccolti dalle signore che curano la pulizia della chiesa e conservati in sacrestia. «Avevamo verificato la presenza di preoccupanti crepe assieme al distacco di alcuni marmi, tanto più che molte modanature e specchiature erano lacunose - conferma il parroco che ha seguito in questi mesi le fasi del restauro - ma già subito dopo il montaggio dei ponteggi la situazione si è palesata nella sua ben più grave realtà'. Le verifiche statiche effettuate da un ingegnere hanno infatti accertato che a causa del logoramento di alcune graffe in ferro che dovevano tenerli ancorati al muro, due dei tre altari della chiesa rischiavano addirittura di frantumarsi sul pavimento, con evidente pericolo per la sicurezza dei fedeli. I lavori, affidati alle restauratrici Elena Fabbro e Paola Venuti del Centro Ricerche e Restauro di Cividale, sostenuti da un contributo della Regione e da uno della Fondazione Crup (il resto è giunto dalle offerte dei fedeli), hanno consentito la pulizia dei marmi di Carrara dalle secolari incrostazione della polvere e del fumo di candela. Ora l'altar maggiore con la celebre pala del Risorto di Poponio Amalteo e gli altari laterali dedicati a Sant'Antonio abate e della Madonna del Rosario sono finalmente tornati al loro originario splendore e pronti ad essere "riscoperti" dai fedeli nel corso di una cerimonia in programma per oggi con inizio alle ore 20.30 proprio in parrocchiale. Durante l'incontro le restauratrici illustreranno la delicata procedura addottata nelle operazioni di restauro. Farà seguito una relazione sulla storia della chiesa curata da Paolo Goi ed altri interventi istituzionali con la presenza di un rappresentante della Fondazione Crup, del sindaco Maurizio Siagri e di un rappresentante della Soprintendenza. Nel corso della serata Valeria Manfrè, Matteo Colavitto e Stefano Verardo si esibiranno con i loro fiati in una serie di temi musicali del '700 e dell'800.