Novecento pezzi tra dipinti, carte geografiche, tempere, tappeti e argenteria da abbigliamento, donati vent'anni fa all'Università La Collezione Piloni esposta ieri in Rettorato. Un tesoro restituito alla città. Aperta al pubblico la collezione donata da Luigi Piloni Cagliari riscopre uno dei suoi tesori nascosti. Tra le sale settecentesche di Palazzo Belgrano, è custodita un'affascinante raccolta di dipinti, disegni, stampe, carte geografiche, tappeti, rosari d'argento che pochissimi conoscono. È la collezione donata vent'anni fa da Luigi Piloni all'Università, finora accessibile soltanto (e non sempre) agli studiosi e su appuntamento, da ieri esposta al pubblico tutti i giorni feriali. Gratuitamente (ma si pensa di far pagare un biglietto d'ingresso), con grandi difficoltà e il sogno di valorizzarla, trovare sponsor privati e - se e quando sarà possibile - trasferirla in una sede più spaziosa e adatta a fare da vero e proprio museo, aperto anche nei week end. LA GIORNATA. La "giornata di primavera" è stata l'occasione per organizzare una visita con il sottofondo musicale del coro Studium canticum. L'iniziativa, curata dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano), si e tenuta contemporaneamente in 190 città e ha "spalancato" 380 beni tra monasteri e biblioteche, giardini e castelli. In Sardegna, tre appuntamenti: al palazzo Giordano di Sassari, alla centrale Enel di Villa-grande e, nel capoluogo, alla collezione Piloni. I delegati cittadini dell'organizzazione vendono t-shirt con su scritto «La bellezza salverà il mondo», per ricordare che «in Italia l'arte corre un grande pericolo, quello di estinguersi, di scomparire per mancanza di cura, di interesse e per speculazione e degrado». LA COLLEZIONE. Oltre novecento pezzi, divisi in sei sezioni. Ci sono i ritratti dei personaggi illustri, i dipinti antichi (anche una Santa Chiara di Michele Cavaro e opere di Antioco Mainas, Giovanni Marghinotti, Francesco Massa, Antonio Caboni), le tempere dai passe-partout fucsia, viola e arancio, Memorié.sulla terra sarda realizzate da Phippine Della Marmora durante un viaggio nell'Isola a metà dell'Ottocento, i dipinti dell'800 e del '900 (Giuseppe Biasi, Aligi Sassu, Mario Sironi, Stanis Dessy, Filippo Figari, Carmelo Floris e molti altri), le carte geografiche e nautiche (bellissimo l'Atlante voluto da Napoleone per la campagna d'Italia) e l'argenteria da abbigliamento (rosari, crocifissi, bottoni, amuleti scacciamalocchio, spuliga-dentes). In mezzo, tappeti (mantas, coberibancus, e bertulas), un'infinità di stampe di costumi sardi (Ira cui le sei tavole a colori di Giuseppe Cominotti dalla prima edizione del Voyage en Sardaigne di Alberto Della Marmerà). IL DONATORE. Cicerone, ieri mattina a palazzo Belgrano, Carlo De Magistris, avvocato e appassionato di storia della Sardegna, che ha conosciuto e frequentato Luigi Piloni. Si parte con una nota critica: «Cagliari non ha dimenticato soltanto la raccolta, ha dimenticato anche l'uomo illustre che l'ha donata». Piloni, discendente da una nobile famiglia veneta, nacque a Cagliari, quartiere Marina all'inizio del secolo scorso. Fu direttore generale .dell'Anas e collezionista di tutto ciò che era sardo o riguardava la Sardegna. «Viveva a Serdiana, in casa campidanese e aveva trasformato il granaio in un museo», racconta De Magistris. «Decise di regalare il suo tesoro alla città, all'istituzione che avrebbe messo a disposizione locali adatti all'esposizione, così se l'aggiudicò 1'Università. L'UNIVERSITÀ. Il personale fa quello che può. Per ora sarà possibile (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13, accanto al Rettorato, in via Università 40) tenere aperta la mostra ogni giorno. «Ma ci sono problemi», spiega Angela Maria Cabras, responsabile della collezione, «una saletta, quella dei fari, non comunica con le altre; non abbiamo mezzi per fare un catalogo ma, soprattutto, non c'è la possibilità di aprire anche sabato e domenica. Ci piacerebbe tanto valorizzare la raccolta, facciamo quello che possiamo».
Una domenica per l'arte del Fondo per l'ambiente italiano
L'Università di Cagliari ha aperto al pubblico la collezione Piloni, donata vent'anni fa dal collezionista Luigi Piloni. La collezione comprende oltre 900 pezzi, tra dipinti, carte geografiche, tempere e argenteria, esposti in sette sale settecentesche del Palazzo Belgrano. La mostra è stata inaugurata con una visita guidata con il coro Studium canticum e sarà aperta tutti i giorni feriali, gratuitamente. La collezione è stata donata all'Università per valorizzarla e trasferirla in una sede più spaziosa. Tuttavia, ci sono problemi, come la mancanza di mezzi per fare un catalogo e la possibilità di aprire solo dal lunedì al venerdì.
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