Dopo mezzo secolo di abbandono stasera riapre il settecentesco palazzo di Terlizzi. A primavera la mostra per i 200 anni dalla nascita dellartista In tempi di crisi profonda, quando la scure inesorabile dei tagli "privilegia" il mondo culturale, la riapertura di uno spazio museale non può che essere salutato con gioia. Anche se è stato necessario quasi mezzo secolo, oggi Terlizzi ritrova la sua Pinacoteca De Napoli, nellomonimo settecentesco palazzo in corso Dante, appena restaurato, che il pittore terlizzese donò alla sua città proprio perché fosse destinato a pinacoteca delle sue opere e a luogo di studio. Al taglio del nastro, previsto per le 18,30, come si conviene ad un evento ci saranno il governatore Nichi Vendola, lassessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli, il direttore regionale del Beni culturali, Ruggero Martines e il soprintendente ai Beni storico-artistici della Puglia, Fabrizio Vona. A far gli onori di casa, naturalmente il sindaco della città dei fiori. «La riapertura della Pinacoteca De Napoli, simbolo fra i più noti della città fra Otto e Novecento - sottolinea Vincenzo Di Tria - è il regalo per il nuovo anno ai terlizzesi e non solo, dato che per circa cinque decenni quel grande cantiere di idee, passione civile e identità culturale è rimasto serrato alla vita culturale di Terlizzi e della Puglia». Nel corso della serata verranno presentati due dipinti di Michele De Napoli, il primo dei quali - Il ritorno dal sepolcro del 1863 - acquistato dallamministrazione comunale da un collezionista privato, verrà esposto al pubblico per la prima volta. Si tratta di un bozzetto preparatorio per una tela di grandi dimensioni destinata ad una chiesa napoletana e poi realizzata nel 1885 per la Cattedrale di Terlizzi. Laltra opera è lAutoritratto del 1867, che sarà collocato nel salone al piano nobile del palazzo. I due dipinti sono stati restaurati dai fratelli Annamaria e Giuseppe Chiapparino, autori del recupero di oltre 250 fra tele, bozzetti, disegni e cartoni su un totale di 800 pezzi che De Napoli lasciò in eredità al Comune di Terlizzi. Le opere, attualmente in restauro, saranno esposte allinterno della Pinacoteca in una mostra in programma per la prossima primavera-estate a ricordo dei duecento anni della nascita del pittore. La rassegna celebrativa coinciderà con la definitiva riapertura al pubblico della Pinacoteca che conterrà così il più importante e cospicuo corpus di opere riferite ad un pittore in Puglia. Non mancherà, nella serata inaugurale, la visita guidata, con interventi dei progettisti, lingegner Mirella Bindo e larchitetto Ettore Tricarico, nelle sale restaurate dello storico edificio, finalmente restituito alla vita culturale. Come da precise disposizioni testamentarie di Michele De Napoli, la Pinacoteca fu inaugurata il primo ottobre del 1898 e rimase in funzione sino agli Anni ï60. Poi le avventate ristrutturazioni nel decennio successivo, quindi loblio, labbandono, il degrado. Oltre quarantanni dopo, finalmente, il recupero delledificio e il restauro delle opere. Il palazzo, tipica dimora settecentesca, è composto da androne e ampia scala che immette al piano nobile. La facciata, dallelegante bugnato, è caratterizzata da un grande portale sovrastato da un balcone sorretto da mensoloni in pietra locale, scolpita con viluppi e protomi animali. In alcuni ambienti della Pinacoteca saranno esposti anche pezzi da "spoglio" (iscrizioni, stemmi, ornati in pietra) e una rara carrozza di fine Settecento, appartenuta a Francesco Marinelli, recentemente restaurata. Terlizzi e la regione, in definitiva, ritrovano oggi una delle realtà museali più interessanti della storia e della cultura artistica pugliese.
BARI - La Pinacoteca De Napoli restituita alla cultura pugliese
Stasera, il palazzo di Terlizzi riapre dopo mezzo secolo di abbandono. La Pinacoteca De Napoli, che ospiterà opere del pittore terlizzese Michele De Napoli, sarà inaugurata con una cerimonia. Il palazzo, restaurato, sarà aperto al pubblico per la prima volta in cinque decenni. La mostra presenterà due dipinti di De Napoli, "Il ritorno dal sepolcro" e "Autoritratto", restaurati dai fratelli Chiapparino. La Pinacoteca sarà aperta al pubblico per la prima volta in cinque decenni e sarà una delle realtà museali più interessanti della storia e della cultura artistica pugliese.
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