LA STAZIONE ZOOLOGICA: NON CI FANNO ANALIZZARE I RESTI. IL MINISTRO URBANI VISITERÀ VIA ANTICAGLIA Potrebbe essere un delfino, oppure chissà cosa, resta il fatto che nei cantieri del metrò di piazza Nicola Amore e di piazza Municipio, ogni giorno escono fuori nuovi reperti. Paradossalmente un problema per gli archeologi, per la Soprintendenza, per i tecnici della metropolitana e per il Comune che devono fare i conti con l'aspetto sicurezza dei cantieri. Si spiega così la decisione del vicesindaco e assessore all'Urbanistica, con delega anche alle infrastrutture di trasporto Rocco Papa di promuovere un vero e proprio regolamento di accesso alle due aree, dentro le quali potranno entrare solo persone con apposite autorizzazioni. Ma c'è di più come spiega lo stesso Papa: «D'intesa con la Soprintendenza è stata prevista la redazione di un breve bollettino giornaliero dei lavori effettuati e degli eventuali ritrovamenti archeologici». Un bollettino, dunque, per avvisare la città di nuovi eventuali ritrovamenti, a testimonianza di come i napoletani siano attenti e vogliano avere notizie sulla Napoli di 2000 anni fa che sta riemergendo dal sottosuolo pezzo dopo pezzo. Sullo scheletro rinvenuto a piazza Municipio sembra farsi largo la tesi che non si tratti di un coccodrillo, la cui leggenda legata al Maschio Angioino è destinata a restare tale, una sorta di favola e nulla più. La pensano così, questo trapela, alla Sprintendenza anche se nessuno si sbilancia più di tanto in attesa di esami più approfonditi. C'è da dire, su questo punto, che gli zoologi della stazione marina Anton Dohrn hanno chiesto di visionare il reperto ma hanno ricevuto in rifiuto dalla Soprintendenza. Hanno strappato solo la promessa che in un futuro, non ben definito, uno sguardo potranno pure darlo, ma non subito. A testimonianza che il giallo sullo scheletro è tutt'altro che risolto. Un diniego che tuttavia non è piaciuto agli zoologi della stazione marina, fra le più antiche al mondo e fra le più titolate, che avrebbero voluto vederci chiaro subito. E vista la loro esperienza è indubitale che il mistero sarebbe stato risolto in poco tempo. Intanto sull'ipotesi dell'istituzione del museo dove collocare i reperti il sindaco è possibilista: «Vediamo la quantità di reperti che tirerano fuori e poi vediamo il da farsi». Una sede probabile potrebbe essere la chiesa dell'Incoronata a via Medina, almeno per il periodo del Maggio dei monumenti, che trova favorevole anche il soprintendente archeologico regionale Stefano De Caro per la vicinanza del sito al luogo degli scavi. C'è gran fermento intorno agli scavi, proprio alla vigilia della vista del ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani. «Non so - conlude il sindaco - se vorrà rivedere gli scavi del metrò. Mi risulta che a Urbani piacerebbe visitare il teatro di via Anticaglia. E noi saremo ben lieti, se lo vorrà, di accontentarlo». E il ministro è molto vicino alla città e agli scavi archeologici, ritenuti i più importanti in corso nell'intero Paese. tanto da avere dato già un parere favorevole all'allargamento della stazione di via Duomo in funzione dello scavo completo dello «Gymnasium».