Loratorio di SantAlberto al Carmine di piazza del Carmine nel cuore dellAlbergheria, cade a pezzi. Ledificio della Curia, costruito nel 1663, è da anni in stato dabbandono. Ma adesso rischia anche di diventare un pericolo per lincolumità delle persone che vi abitano vicino. Così, lufficio comunale Centro storico ha deciso di emettere unordinanza per la messa in sicurezza dellOratorio. Un atto perentorio che lamministrazione comunale ha spedito direttamente allarcivescovo Paolo Romeo. È lui, infatti, il legale rappresentante della Curia arcivescovile, proprietaria dellOratorio seicentesco in rovina. La Curia deve provvedere «immediatamente» alla «revisione e messa in sicurezza dellimmobile - come si legge nellordinanza - eliminando i potenziali pericoli per le persone, derivanti dallo stato di degrado e dai possibili crolli, sia lungo il prospetto, interessato da numerose lesioni e parti pericolanti, che allinterno dello stesso». LOratorio abbandonato, un paio danni fa, era diventato ritrovo di tossicodipendenti: da un buco che si era creato sul prospetto principale, chiunque entrava e usciva dalledificio. Il buco, quando la situazione diventò insostenibile per la gente del quartiere, venne tappato. Ma lOratorio è rimasto nel degrado e labbandono. Linterno delledificio, prima che lincuria piano piano lo divorasse, era decorato a stucchi e marmi. Oggi, sul fianco destro della struttura si staglia un enorme palazzo moderno. Sulla facciata, qualcuno ha disegnato con una bomboletta spray una sorta di angioletto. Dalla Curia ieri non erano in grado di far sapere come si muoveranno. Il responsabile dei Beni culturali è infatti fuori dallItalia. Ma per il Comune, se la Curia decidesse di non intervenire, sarebbe un grosso guaio. Nel centro storico che rischia di venire giù, infatti, sono troppi i proprietari che non intervengono. Lamministrazione ha le mani legate. Può far partire la denuncia alla magistratura se i proprietari non rispettano i dettami dellordinanza, ma dispone di pochissime risorse per intervenire sostituendosi a chi è inadempiente. Se è vero che poi il Comune può rivalersi sui proprietari per chiedere il rimborso delle spese sostenute, è altrettanto vero che prima di riavere i soldi possono passare anni. E, spesso, per la natura delle proprietà nel centro storico, frazionate e suddivise tra più proprietari, non riesce a ottenere nemmeno un euro. La mappa del rischio del centro storico, fatta stilare dal Comune, conta 1.500 edifici pericolanti, 400 dei quali a rischio crollo. Negli ultimi anni lamministrazione ha fatto partire oltre duemila tra ordinanze e diffide ai proprietari degli immobili per chiedere loro di intervenire. Ma pochissimi, intorno al trenta per cento tra loro, si sono fatti vivi. Tutti gli altri hanno lasciato cadere la richiesta nel vuoto. La mappa suddivide in due categorie le soglie del rischio. I palazzi in rosso, circa 450, sono a rischio crollo. Tra questi cè lOratorio di SantAlberto. In questo caso il Comune invia unordinanza che fissa termini perentori per intervenire. Termini che se non rispettati fanno scattare la denuncia penale. Poi ci sono gli edifici in giallo, più di mille: in questo caso il pericolo cè ma è ancora contenuto. Gli uffici comunali inviano in questo secondo caso una diffida che invita i proprietari a intervenire ma senza fissare scadenze perentorie. Nei casi più gravi, ma è accaduto solo in una decina di volte, vengono spedite anche le ordinanze di sgombero per chi abita dentro gli edifici. «La nostra è una battaglia quotidiana contro il progressivo sbriciolamento del centro storico - dice Mario Milone, assessore al Centro storico - Inviamo decine di diffide e ordinanze ogni giorno, ma sono in pochi a farsi vivi. Noi, quando non riceviamo alcuna risposta, interveniamo al posto dei privati, ma compatibilmente con le nostre possibilità economiche. Mi appello al senso di responsabilità di tutti: intervengano, sia per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico che per lincolumità dei cittadini».
PALERMO - Chiesa pericolante, Curia diffidata
L'Oratorio di SantAlberto al Carmine, un edificio della Curia arcivescovile, è stato dichiarato pericoloso per lincolumità delle persone che lo abitano vicino. L'ordinanza è stata emessa dall'ufficio comunale Centro storico e inviata all'arcivescovo Paolo Romeo, legale rappresentante della Curia. L'Oratorio è stato abbandonato e in stato di degrado per anni, con numerose lesioni e parti pericolanti. Il Comune ha inviato una diffida ai proprietari, ma pochissimi si sono fatti vivi. Se non si interviene, il Comune può denunciare i proprietari alla magistratura, ma dispone di pochissime risorse per intervenire.
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