FOGGIA L'obiettivo era «conferire memoria storica» al monumento, realizzando una piazza che doveva «richiamarne il significato. Principio e fine del progetto è l'Epitaffio ». Questo è quanto è possibile leggere ancora oggi nelle pagine dedicate al progetto dall'amministrazione comunale. La piazza è finita, non è stata inaugurata né in sordina né in pompa magna perché il suo epicentro culturale non è stato restaurato. L'Epitaffio attende ancora l'intervento conservativo, tant'è vero che la scritta che lo ha imbrattato ormai otto mesi fa - proprio in occasione dell'apertura del cantiere per il rifacimento della piazza che accoglie il monumento - è ancora lì in «bella» mostra. «Il restauro del monumento non è ancora partito in quanto il finanziamento Por era diverso da quello utilizzato per la piazza - spiega l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Franco Mercurio - e non è stato ancora possibile appaltare i lavori per il solo monumento». Un intervento da circa 300 mila euro, secondo Mercurio, che non creerà problemi alla piazza appena restaurata. «Sarà posta un'impalcatura intorno al monumento », assicura l'assessore. Quel che non è chiaro è quando il cantiere partirà e se questi 300mila euro sono già disponibili o devono essere anticipati dal Comune e poi rimborsati con la rendicontazione Por dalla Regione. Dunque l'intervento di «fruizione dell'area Epitaffio» inserito nel progetto Pis numero 12, più noto come «itinerario culturale Normanno, Svevo Angioino » è stato programmato in due tappe dal settore della pianificazione, governance e programmazione integrata. Sparite le auto del parcheggio, ora c'è una piazza con una pavimentazione in pietra lavica e porfido lungo tutto il percorso che ruota attorno al monumento. Porfido presente anche in corrispondenza dell'attraversamento carrabile che non poteva essere soppresso. Il porfido richiama la pavimentazione di via Arpi ed è stata scelta proprio per favorire la continuità dell'intervento all'interno del centro storico. È stata aumentata l'area a verde rispetto al passato e restituita dignità e decoro storico a uno degli angoli più antichi della città e più cari alla memoria. Un sistema di videosorveglianza con telecamere rotanti a 360 gradi farà da sentinella e dovrebbe funzionare come deterrente per nuovi vandali. Quelli vecchi hanno già lasciato il segno.