Un libro e una mostra per far conoscere Gregorio Guglielmi e l'ex convento di Sant'Agostino, oggi sede dell'Avvocatura generale dello Stato, che eccezionalmente apre al pubblico. «I due progetti sono nati insieme» racconta il soprintendente del polo museale Claudio Strinati, che ha ideato e voluto le due inizative. E aggiunge: «Avevamo all'inizio pensato a un volume incentrato sulle vicende storiche del complesso unitario, quello di Sant'Agostino, in cui si compendiano tanti aspetti della storia, dell'arte e della giurisprudenza. Un libro ricco di dati, al tempo stesso specialistico e facilmente leggibile anche per il grande pubblico». Il volume, che si intitola «La Chiesa, la Biblioteca Angelica, l'Avvocatura Generale dello stato. Il Complesso di Sant'Agostino in Campo Marzio», ripercorre in 440 pagine e in circa 400 illustrazioni in gran parte inedite, le origini del convento dell'ordine agostiniano con la splendida chiesa che ospita capolavori di artisti come Caravaggio (la Madonna dei Plelegrini), Raffaello (il Profeta Isaia) e Sansovino (la Madonna del Parto). Racconta inoltre le meraviglie dell' Angelica, la prima biblioteca pubblica in Italia, così chiamata dal nome del frate agostiniano Angelo Rocca che di fatto la fondò, lasciando al convento le proprie ricche collezioni che comprendono manoscritti latini, greci e orientali, incunaboli, cinquecentine, rarissime incisioni e carte geografiche. Rievoca infine l'evoluzione dell'avvocatura generale dello Stato, preposta alla tutela legale delle pubbliche amministrazioni. Redatto a più mani, con i saggi, tra gli altri, dell'avvocato Giuseppe Fiengo e degli architetti Francesco Scoppola e Federica Galloni, il libro contiene anche riflessioni sulla collocazione architettonica del complesso, sui restauri condotti e sui capolavori artistici che vi sono contenuti. Tra questi, in primo luogo, il gigantesco affresco di Gregorio Guglielmi, pittore romano del Settecento, che ricopre un'intera parete del magnifico Refettorio al piano terreno. «Durante la lavorazione del libro racconta ancora Strinati, abbiamo osservato meglio l'affresco con la Moltiplicazione dei pani e dei pesci e abbiamo convenuto tutti che era proprio bello. Ma chi si ricorda più di Guglielmi? Ci siamo chiesti se non sarebbe stata un'occasione per aprire per una volta al pubblico la sala del Refettorio, che, oltre all'opera del pittore, presenta una struttura incomparabile firmata da Luigi Vanvitelli. Il quale, tra l'altro, era molto seccato dall'affresco che gli "rovinava" l'architettura e andava in giro lamentandosi: "proprio Guglielmi ci voleva, con tanti buoni pittori a Roma"». Ma Vanvitelli aveva ragione o torto? Per rispondere a questa domanda è nata l'idea di una mostra che riunisse nel Refettorio alcune opere di Guglielmi e di altri «buoni pittori » dell'epoca, a confronto. Guglielmi, nato a Roma nel 1714, fu uno degli artisti più apprezzati e richiesti della sua epoca. Lavorò in Italia e nelle maggiori corti europee del Settecento. A Roma eseguì opere per chiese come quella di Santa Maria in Vallicella e per residenze nobiliari come Palazzo Corsini a via della Lungara. All'estero si ricordano gli affreschi nella reggia di Schonbrunn e i dipinti per Caterina II di Russia. La sua prima commissione di rilievo fu nel 1739 per la chiesa di Santa Caterina a Praga, per la quale l'artista relizzò due pale d'altare (una delle quali, di oltre sei metri di altezza, è arrivata ora dalla capitale ceca e si può ammirare in mostra). La Moltiplicazione dei pani e dei pesci venne eseguita tra il 1750 e il 1751 e nell'affresco Guglielmi introdce importanti novità, come la forte vena illusionistica e scenografica, che fanno apparire l'ambiente rappresentato nel dipinto come un teatro. Ma chi erano gli altri «buoni pittori »? Strinati dice che con i suoi collaboratori è andato a cercarli e sono venuti fuori dei nomi che all'epoca erano considerati importanti e che oggi sono anche loro dimenticati. «Questo fatto ci ha stimolati ancora di più», racconta. Così in mostra sono ricomparsi Marco Benefial, Pierre Subleyras, Jean-François de Troy e Gaetano Lapis. Le loro opere sono appese a finte pareti che nascondono completamente quelle del Refettorio, chiudono le belle finestre sui lati maggiori e rendono quasi invisibile la magnifica volta a botte. Con buona pace del povero Vanvitelli. Affresco Un'opera di Gregorio Guglielmi con la «Moltiplicazione dei pani e dei pesci», nella sala del refettorio dell'ex convento di Sant'Agostino. In alto, una veduta del complesso, oggi sede dell'Avvocatura dello Stato.
ROMA - I tesori segreti dell'Avvocatura
Il complesso di Sant'Agostino, sede dell'Avvocatura generale dello Stato, ospita due progetti: un libro e una mostra. Il libro, intitolato "La Chiesa, la Biblioteca Angelica, l'Avvocatura Generale dello stato. Il Complesso di Sant'Agostino in Campo Marzio", racconta la storia del complesso, la chiesa e la biblioteca Angelica, nonché l'evoluzione dell'avvocatura generale dello Stato. La mostra, che si tiene nel Refettorio, presenta opere di Gregorio Guglielmi, pittore romano del Settecento, e di altri artisti dell'epoca, tra cui Marco Benefial, Pierre Subleyras, Jean-François de Troy e Gaetano Lapis.
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