C'è anche Italia Nostra nella battaglia sui Navigli. Schierata dalla parte dei residenti, contro isola pedonale e box sotto la Darsena: «Il blocco al traffico è funzionale a un parcheggio insensato, che aumenterà il traffico locale a ridosso del centro e che umilia le radici storiche della città, destinando ad autorimessa il porto dei milanesi». È un appello al no l'ultimo, contro l'autosilo subacqueo che l'associazione ambientalista ha inviato ieri anche al ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi. La tesi: la Darsena è il Pincio di Milano. Così, se a Roma è stato sospeso l'intervento in nome della tutela del paesaggio, allora si «arrestino » le ruspe anche qui e «non si consumi un attentato alla integrità del patrimonio culturale» del Paese. Gli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza hanno riscoperto in Darsena i bastioni spagnoli, le mura ottocentesche e una conca lignea d'epoca pre-leonardesca, poi studiata dal genio di Vinci. I lavori per il parcheggio sono ormai fermi da oltre due anni. «Un luogo d'interesse storico nazionale attacca Gabriella Valassina, del comitato Navigli è attualmente ridotto a discarica di rifiuti ». Il motivo è economico e burocratico: Comune e promotori dei box non si sono ancora accordati su progetto e costi. «Aspettiamo una risposta entro la prossima settimana », fanno sapere da Palazzo Marino. L'assessorato ai Lavori pubblici vuole arrivare a un'intesa sull'unico progetto già approvato: 700 posti auto a rotazione e 300 box in vendita ai residenti. I Navigli e Sant'Ambrogio come il Pincio. Milano come Roma. Giovanni Losavio e Luca Carra, presidenti di Italia Nostra della sezione milanese e nazionale, hanno sottoposto di nuovo il parallelismo a Bondi: «Il parcheggio della Darsena è una sciocchezza urbanistica e uno scandalo internazionale per l'immagine e l'identità di Milano».