Coro di critiche in Campania all'annuncio del governo di voler prorogare il condono edilizio. L'amministrazione regionale, che aveva richiesto l'intervento della Corte costituzionale, ribadisce anzitutto la sua posizione di «profonda contrarietà» e quindi impugnerà un'eventuale proroga. «Il governo persevera nell'errore, e ciò è diabolico. Il condono è già stato un fallimento annunciato. Lo avevamo detto, e i fatti ci hanno dato ragione. Prorogare i termini è un tentativo assolutamente inutile, mi dispiace solo perché temo che l'esecutivo farà ricadere sulle Regioni le conseguenze finanziarie del buco di 3,3 miliardi di euro. Noi potremmo eventualmente acconsentire al rinvio dell'udienza fissata dalla Consulta per la sospensiva. Ma a condizione che la stessa Corte costituzionale manifesti questo orientamento e che le altre Regioni siano tutte d'accordo. È opportuno, infatti, che le Regioni assumano una posizione comune», commenta l'assessore all'Urbanistica, Marco Di Lello. Di Lello crede che non sia assolutamente attuabile il tentativo del governo, ipotizzato da qualcuno, di una trattativa con le Regioni affinché rinuncino ai propri ricorsi. «Non è possibile. La nostra battaglia continua. E riguarda il merito. Perciò il rinvio dell'udienza di sospensiva, sarebbe solo un passaggio tecnico che non ha influenza». Secondo l'assessore alle aree protette della Provincia di Napoli, Fulvio Mamone Capria, «è vergognoso quanto accadrà se le anticipazioni dell'Avvocatura dello Stato dovessero verificarsi». L'assessore ha convocato per mercoledì prossimo la Consulta provinciale dei parchi e delle aree protette per discutere del fenomeno dell'abusivismo edilizio e chiedere ai rappresentanti delle associazioni «una forte iniziativa contro le scelte antiambientali del governo». «Aspettiamoci altro cemento abusivo sul nostro territorio regionale. L'annuncio del condono ha fatto registrare un grande flop per le casse dello Stato ma un affare per le ecomafie». Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente, usa toni durissimi. E fornisce alcune cifre sulla Campania. Il patrimonio residenziale abusivo realizzato dal 1994 al 2002 è stimabile in 70.147 di costruzioni abusive pari ad un valore in nero di oltre 5 miliardi di euro.