Gli altri gruppi di residenti: un errore aver presentato richiesta di stop quanto i cantieri non sono ancora partiti CityLife vince il primo round. La richiesta di sospensiva presentata dal Comitato Residenti in Fiera contro i «grattacieli storti» è stata bocciata dal Tar. Con motivazioni molto secche dal punto di vista legale. In pratica, i giudici amministrativi affermano che «i ricorrenti non hanno fatto corretta applicazione delle regole sull'interesse a ricorrere ». E controbatte anche che le «prove» presentate dal Comitato per dimostrare che i lavori nell'ex recinto della Fiera sono già partiti (2 fotografie) sono prive di qualsiasi «contestualizzazione» e «non dimostrano alcunché». Caso più unico che raro: di norma le spese legali sono compensate tra le parti. In questo caso, il Tar è stato tagliente: «Respinge l'istanza di sospensiva... Condanna i ricorrenti in solido tra loro a pagare in via provvisoria le spese di giudizio della presente fase cautelare, che liquida in euro 750». Una piccola cifra, ma indicativa della determinazione dei giudici. «Ce l'aspettavamo - attacca la portavoce di Residenti in Fiera - non avevamo grandi aspettative. Continueremo a operare per fare valere i nostri diritti. Se sarà un brutto progetto, sarà sotto gli occhi di tutti. E noi passeremo alla storia ». I ricorsi però, restano in piedi. Bisognerà aspettare il merito. Così come restano in piedi i ricorsi dell'altro comitato, Vivi e Progetta un'altra Milano che ha preferito attendere per chiedere la sospensiva: «Quello di residenti in Fiera - attacca il portavoce di Vivi e Progetta, Rolando Mastrodonato - è stato un errore tattico. I nostri legali sono ben consapevoli che i lavori non sono ancora partiti e non ci hanno fatto correre questo rischio. Ci muoveremo quando ci saranno le dichiarazioni di inizio attività o l'inizio dei lavori, altrimenti non si può provare il danno grave e irreparabile. Ma questo errore tattico non deve inficiare il giudizio di merito del Tar».