Il Cardinale Giovanni Grimani pagò, nel 1520, 500 ducati d'oro per acquistarlo e donarlo poi alla Serenissima. E Giancarlo Galan ha speso, ora, 300 mila euro dal bilancio della Regione per finanziarne in parte la riproduzione in facsimile, presentata l'altro giorno in grande stile alla Biblioteca Marciana, che conserva da secoli il prezioso manoscritto. L'oggetto del desiderio è il Breviario Grimani, uno dei più famosi e preziosi codici fiamminghi del Rinascimento, realizzato tra la fine del '400 e i primi del '500, per la qualità straordinaria delle 120 miniature a piè di pagina, che ne fanno un'opera unica nella produzione libraria di lusso in Europa nell'età dell'Umanesimo. Il facsimile è stato realizzato dalla Salerno Editrice in 750 esemplari messi in vendita al prezzo record - da mutuo per l'acquisto - di 22 mila euro la copia. Per fare il confronto, un'altra edizione del facsimile, certamente meno completa e approfondita, realizzata negli anni '70 da Electa per il Banco di San Marco, tirata in mille esemplari e con 110 tavole a colori, "quota" attualmente, sul mercato antiquario, 800 euro. Ma la ricchezza e l'accuratezza di questo nuovo facsimile, eseguito dopo il restauro del Breviario Grimani, sono, evidentemente, alla base, oltre che del superprezzo, del poderoso consenso che ha incontrato l'operazione - Ministero dei Beni Culturali compreso - anche sul piano finanziario. La Regione ha fatto la sua parte - pur in un periodo di ristrettezze economiche per gli enti territoriali e di tagli per la cultura - "spalmando" il contributo di 300 mila euro su tre bilanci: 80 mila euro per il 2007, 100 mila per il 2008 e 120 mila per il 2009, «a fronte del quale - si legge nella nota di Palazzo Balbi - l'editore si impegna a valorizzare al massimo, nel facsimile e nel volume di commentario la partecipazione della Regione alla realizzazione dell'opera». In particolare, 80 mila euro legati «al primo lavoro redazionale, alla preparazione del fotolito e l'esecuzione delle prove fotografiche»; 100 mila euro per il «completamento della digitalizzazione e consegna delle bozze di stampa» e infine gli ultimi 120 mila euro per il «completamento della stampa del volume e conseguente consegna, in omaggio alla Regione del Veneto di copie per la conservazione nelle principali biblioteche del Veneto, entro il 31 dicembre 2010». Difende a spada tratta l'operazione e il finanziamento anche il portavoce di Galan, Franco Miracco: «Trecentomila euro per un'opera di questo valore - che non a caso Galan ha paragonato alla riproduzione delle Nozze di Cana di Veronese alla Fondazione Cini - sono anche pochi, potevamo investirne anche di più. Sono d'accordo con il sindaco Massimo Cacciari quando dice - come in occasione della presentazione del Breviario - che non bisogna più investire nell'effimero, ma in operazioni di alto valore culturale come questa. Ma il Comune di Venezia per il Breviario non ha dato un euro, preferisce spendere per il Carnevale di Marco Balich».
VENETO - La Regione come Creso
Il Cardinale Giovanni Grimani ha acquistato il Breviario Grimani nel 1520 per 500 ducati d'oro, che è stato donato alla Serenissima. Oggi, il facsimile della copia è stato presentato alla Biblioteca Marciana. Il Breviario Grimani è un codice fiamminghi del Rinascimento con 120 miniature a piè di pagina. Il facsimile è stato realizzato dalla Salerno Editrice in 750 esemplari e venduto al prezzo record di 22 mila euro la copia. La Regione del Veneto ha contribuito con 300 mila euro al finanziamento del progetto. Il volume di commentario è stato realizzato con un contributo di 80 mila euro. Il facsimile è stato realizzato dopo il restauro del Breviario Grimani.
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