Guardate che a volte le crisi servono. Possono essere utili persino nei rapporti di coppia, figuriamoci per le amministrazioni. Però c'è una condizione, serve anche un po' di testa per capirne i perché e cercare delle soluzioni. Questo per i rapporti di coppia, per le amministrazioni spesso la testa non serve nemmeno e può bastare il caso. Prendiamo il Comune di Bolzano. Si è andati avanti per decenni pensando che l'assessorato alla cultura servisse a distribuire del denaro e con la bizzarra idea che la cultura facesse parte della diffusa categoria del superfluo, confondendola troppo spesso con il tempo libero. Arriva la crisi e, per una serie di casi, si decide che i tagli vanno fatti lì. Perfetto! Andavano fatti prima e così benedetta crisi! La finiremo forse di finanziare con soldi pubblici scadenti filodrammatiche, impossibili associazioni di artisti (gli artisti sono dissociati che si dissociano), club regionali, mostre regionali, cibi regionali, feste della zucca o dello speck, pensando di dare del denaro alla cultura. Altra cosa sono le fondazioni ma anche per loro serve un progetto comune, che ad oggi il Comune di Bolzano non ha. È disarmante sentir parlare l'attuale assessore alla cultura dell'ampliamento del Museo Civico. Sembra di sentir parlare il suo predecessore. Quello che lo preoccupa di più è la realizzazione del tunnel di collegamento con il Museo Archeologico, ancora una volta si parla di tutto meno che del progetto museale, che dovrebbe stare dietro all'esigenza di ampliamento e che nessuno ha mai visto. L'idea che esista qualcuno convinto che "la rete museale" si possa realizzare con delle gallerie in effetti potrebbe anche essere divertente se a pensarlo non fosse chi usa i nostri soldi. L'unica cosa certa è che se faranno i tagli alle vaccate, l'assessorato alla cultura non lo vorrà più nessuno.