VENEZIA. «Quello non è un restauro, ma un rifacimento. Italia Nostra vuole tutelare il monumento di Punta della Dogana. Produrremo un dossier sui lavori in corso e lo manderemo al ministero». Annuncia battaglia Gherardo Ortalli, docente di storia a Ca' Foscari e consigliere nazionale di Italia Nostra. Letta l'intervista della Nuova alla soprintendente Codello che spiegava il perché del via libera al progetto di Tadao Ando, non ha cambiato opinione. Anzi. «Ho letto molte giustificazioni che definirei un po' buffe». Ad esempio? «Questo non è un restauro ma un rifacimento vero e proprio. E che non si tratta di un monumento salvato dall'abbandono». Punta della Dogana era effettivamente abbandonato da molti anni. «La responsabilità e di chi lo ha lasciato per un decennio in quello stato, a cominciare dal Comune». Torniamo ai lavori. E' stato tutto autorizzato anche dalla Salvaguardia. «Questo è un altro bel tema. A Venezia ultimamente Soprintendenza e Salvaguardia autorizzano di tutto, soprattutto quando sono in ballo istituzioni pubbliche o poteri forti». Sono forti anche le sue parole. «Ma è la verità. Pensiamo al Mose e ai cantieri di Santa Maria del Mare, ai palazzi del Comune venduti e trasformati in alberghi». Punta della Dogana diventerà museo contemporaneo. Dicono che non c'erano altri usi possibili. «Ma si tratta di un monumento delicatissimo, uno dei simboli di Venezia che ha subìto alterazioni fortissime. Non è vero che non c'erano alternative. Non si è avuta alcuna fantasia. E il risultato è che adesso abbiamo in quel luogo uno spazio stravolto». Il progetto è di Tadao Ando, uno degli architetti più famosi del mondo. «L'errore è cominciato lì. Affidare quel restauro a un architetto che fa del cemento armato la sua bandiera.. forse non era il luogo più adatto. Bisognava imporre vincoli più rigidi agli acquirenti e ai progettisti». Un altro punto contestato sono le porte. Ma per farci un museo non si potevano tenere quelle in legno. «Sono tante le cose che non vanno e ci fanno parlare di stravolgimento. Le porte che ricordano i supermercati, e il fatto che le voglia anche il seminario non cambia il mio giudizio. La pavimentazione originale rimossa non si capisce perché, gli spazi interni modificati, che importa se erano ottocenteschi. E poi ci sono gli obelischi in cemento in quell'area monumentale». Adesso che farete? Manderemo un dossier al ministero, continueremo le nostre denunce, non ci bastano le risposte evasive che ci ha fornito il soprintendente regionale Ugo Soragni. E' una questione su cui andremo a fondo».
VENEZIA - Punta Dogana stravolta Italia Nostra riapre le ostilità
Il docente di storia Gherardo Ortalli, consigliere nazionale di Italia Nostra, ha espresso preoccupazioni sul progetto di restauro della Punta della Dogana a Venezia. Il progetto, autorizzato dal ministero, prevede la trasformazione del monumento in un museo contemporaneo. Ortalli sostiene che il progetto non è un restauro, ma un rifacimento, e che il progetto di Tadao Ando, uno degli architetti più famosi del mondo, non è adatto per il luogo. Egli critica le scelte di design, come le porte in cemento e la pavimentazione originale rimossa, e sostiene che il progetto ha stravolto lo spazio monumentale.
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