VERONA Qualcuno aveva temuto che potesse non tornare, qualcuno si era fermamente opposto al suo spostamento dall'abazia di San Zeno, ma ora tutti possono stare tranquilli: la magnifica pala d'altare di San Zeno di Andrea Mantegna dopo due anni e mezzo di assenza tornerà al suo posto. E lo farà giusto in tempo per le celebrazioni della festività dedicata al santo patrono di Verona, fissate da qualche anno al 21 maggio. E il 21 tornerà appunto la pala. In tempo anche per dare modo a don Rino Breoni di salutare il suo rientro prima di chiudere, il 31 maggio dopo ben dieci anni, il suo lungo incarico come abate di San Zeno. «Una presenza incomb ente quella della pala di Mantegna ha spiegato don Rino- che si avverte durante le celebrazioni come qualcosa di spiritualmente forte». «Il reinserimento della Pala nell'abside della Basilica Superiore di San Zeno ha aggiunto l'assessore Perbellini sarà regolato da modalità, caratteristiche e tempi particolari, volti a garantire un'adatta conservazione preventiva, che tuteli e preservi la bellezza di questo capolavoro nel tempo». Sarà un ritorno lento e a puntate, come si conviene a un oggetto così complesso e prezioso, prima la struttura in legno, poi le tre tavole pittoriche che compongono la predella, cioè la parte inferiore, infine le tre tavole principali, ma per la festa di San Zeno la pala brillerà di luce propria dato che la maggior sorpresa emersa durante il restauro è la naturale brillantezza di un colore che era stata spenta da una patina di vernice ingiallita nel tempo. Un colore che ha fatto stupire per la rara qualità persino gli operatori dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze dove la tavola era stata condotta. Ma non era certo nel colore il problema conservativo principale della pala, realizzata da Mantegna tra il 1457 e il 1459. A spiegarlo sono stati, accanto a don Rino, l'assessore alla Cultura Erminia Perbellini, Margherita Bolla, che sostituisce la direttrice dei Civici Musei e Monumenti di Verona Paola Marini, in questo periodo assente, Francesca Rossi, conservatrice al Museo di Castelvecchio, e l'architetto Flavio Pachera che ha diretto gli interventi eseguiti nell'abside di San Zeno. A soffrire e a rendere precario lo stato di conservazione della pala era soprattutto la carpenteria, la grande macchina lignea infatti era stata sottoposta ad un intervento di restauro che, negli anni '30 del '900, ne aveva in realtà compromesso la resistenza e l'elasticità. Sono stati circa cinquanta i «medici» altamente specializzati che si sono presi cura del malato in questi due anni, un periodo davvero breve per un restauro di questo tipo (costato 150mila euro), dove l'Opificio ha privilegiato la pala di San Zeno rispetto ad altre importanti opere e seguito tempi molto serrati. Il malato si era rivelato grave appena iniziate le indagini volute dalla Soprintendenza di Verona che ha saputo cogliere l'occasione della grande mostra di Mantegna del 2006 accantonando i fondi dal Comitato per le celebrazioni. «Un evento effimero- ha spiegato Bolla- che ha consentito ricadute stabili di grande valore come questo restauro». Quando tornerà, la pala troverà ad accoglierla un'abside completamente restaurata (grazie al contributo del Banco Popolare) e più adeguatamente illuminata, nella quale i monitoraggi effettuati consentiranno una condizione conservativa migliore, senza alcuna teca che la allontani da fedeli e da ammiratori, ma sotto assoluto e continuo controllo.
VERONA - Mantegna, torna la pala restaurata
La pala d'altare di San Zeno di Andrea Mantegna tornerà al suo posto nella Basilica Superiore di San Zeno di Verona il 21 maggio, in tempo per le celebrazioni della festività del santo patrono della città. Il restauro della pala, che è stato costoso (150mila euro) e ha richiesto circa cinquanta medici specializzati, è stato effettuato con l'opinione dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La pala, che è stata restaurata in modo lento e a puntate, presenterà una sorpresa: la sua naturale brillantezza è stata rivelata dopo aver subito una patina di vernice ingiallita nel tempo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo