VENEZIA «La faremo, anche senza Fondazione di Venezia. I soldi in qualche modo contiamo di trovarli. A fine settimana avremo la risposta definitiva». A dirlo è Giandomenico Romanelli, direttore artistico della Fondazione Musei Civici, che dopo la chiusura sui finanziamenti da parte della Fondazione di Giuliano Segre anziché incupirsi vede decisamente il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda la mostra sul Futurismo. Strategia o ottimismo? «Semplicemente molta fiducia ». E pensare che fino ad una settimana fa il grido d'allarme l'aveva lanciato proprio lo stesso Romanelli chiedendo a Regione e Fondazione di Venezia risposte certe in tempi brevi. «La Regione ha detto che ci sarebbe stata subito dopo il nostro appello. Ieri (martedì) dice il direttore artistico è arrivano il niet da parte della Fondazione, pazienza. Il loro era un contributo marginale, circa 200 mila euro. Continuiamo la ricerca di altri partner per porre rimedio a questa loro decisione ». Entro quattro giorni dovrebbero arrivare delle risposte in merito, in casa Musei Civici si incrociano le dita ma la sensazione è quella di una certa tranquillità ritrovata. Calma dopo la tempesta che ieri aveva accompagnato la lettura della lettera della Fondazione di Venezia. Una cartella di precisazioni e punti di vista che non sembra essere piaciuta dalle parti di palazzo Ducale. «Non è mia intenzione polemizzare ma credo che alcune precisazioni vadano fatte» dice Romanelli. «Uno dei motivi per i quali non hanno ritenuto il progetto interessante, dicono, è basato sul fatto che l'esposizione avrebbe scarsa attinenza con Venezia. Una visione riduttiva prosegue Romanelli e sicuramente sbagliata. Il movimento infatti è proprio partito da qui». Altro punto sul quale il direttore artistico ribatte è quello relativo alla cosiddetta coproduzione. «Non siamo un mero sponsor» dicono dalla Fondazione di Venezia, esserci significava avere «una partecipazione scientifica e organizzativa all'ordinamento della mostra stessa ». «Sono stupito da queste affermazioni dice Romanelli non hanno dipartimenti in grado di farlo, eppoi non l'abbiamo curata noi ma alcuni tra i massimi esperti del Futurismo».