Per i suoi autori, è il primo tentativo sistematico di censire le città d'arte del Mezzogiorno. Il Rapporto dell'associazione della Città d'arte e di cultura (Cidac), presentato ieri a Palazzo Ricca, sede partenopea della Fondazione Banco di Napoli, ne elenca 185 nell'intero Meridione: di queste, circa 60 non sono neppure citate nelle guide internazionali che orientano i flussi turistici (le varie Lonely Planet, Michelin, eccetera). Appena 11 sono riconosciute dall'Istat come località «di prevalente interesse storico e artistico», tra cui, in Campania, le sole Napoli, Pompei e Paestum, laddove l'istituto ufficiale di statistica ne elenca circa 300 in tutta Italia. Con questa rilevazione, i centri d'arte campani salgono a 47: vengono incluse città del tutto sconosciute alle guide internazionali, come Acerra, Aversa e Maddaloni, solo per citarne tre. Secondo Ledo Prato, segretario generale di Mecenate 90, l'associazione curatrice dello studio per conto di Cidac, «queste lacune sono un segnale di quanto resta ancora da fare per valorizzare il patrimonio culturale delle regioni meridionali». Un patrimonio riconosciuto dallUnesco, che patrocina 12 siti a Sud del Garigliano, ben 5 in Campania; ma - ecco la tesi dei ricercatori - promosso con risultati modesti dagli enti locali, seppure con qualche lodevole eccezione. Le città darte del Mezzogiorno vengono classificate in varie categorie, sulla base di indicatori quali il numero di studenti universitari nel settore turistico-culturale, di associazioni, di spettacoli dal vivo, la spesa culturale degli enti pubblici, le presenze alberghiere, le pagine dedicate dalle guide turistiche. I risultati (per una volta) indicano che Napoli «evidenzia il più elevato livello di sviluppo culturale tra tutte le città in esame »: certo, un risultato diverso sarebbe stato umiliante per lex capitale borbonica, ma è pur sempre vero che questi dati non tengono conto del 2008, annus horribilis per lemergenza rifiuti e la crisi economica: le prime rilevazioni disponibili, diffuse a dicembre dalla Uil-Bac indicano per l'anno scorso una contrazione dei consumi culturali che, per fare due esempi, ha tagliato del 10 per cento i visitatori di Pompei e del 15 quelli dell'Archeologico. Napoli, dunque, si conferma capitale culturale del Mezzogiorno, ma il rapporto guarda con favore a due realtà emergenti come Benevento e Salerno. In particolare, il capoluogo sannita si caratterizzerebbe, nelle parole degli studiosi, per «vivacità dell'amministrazione comunale nel proporre e sostenere finanziariamente politiche culturali, soprattutto con riferimento alla promozion e dellarte contemporanea e allorganizzazione di eventi». E Salerno si segnala per «un significativo sviluppo del comparto ricettivo complementare (leggi: campeggi, bedbreakfast, agriturismi) e da politiche culturali concentrate soprattutto nellorganizzazione di eventi e manifestazioni ». «Queste città - spiega Prato - non possono disporre di un patrimonio culturale paragonabile a quello di realtà come Napoli, per cui cercano di sopperire investendo molto in eventi». Merita una menzione particolare il caso di Ischia, comune che destina alle politiche culturali il 40 per cento del proprio bilancio complessivo, un dato record. Se non proprio rosso, cartellino giallo per Caserta, che, secondo questo rapporto, rientra tra quelle località «con una notevole dotazione di beni culturali, ma in cui le amministrazioni si limitano ad assecondare dinamiche di sviluppo che discendono dalla notorietà e dal pregio delle risorse culturali presenti sul territorio». Insomma, mentre Salerno e Benevento si ingegnano, Caserta vivrebbe di rendita grazie alla Reggia vanvitelliana. Nel panorama dell'intero Mezzogiorno, la Campania è ancora preponderante nell'intercettare i flussi del turismo culturale, se è vero, come fa notare il rapporto, che più del cinquanta per cento dei visitatori dei siti culturali meridionali gestiti dallo Stato si concentra nelle mete campane. Napoli e Sorrento sono riportate in testa alla classifica delle presenze alberghiere, ma molto più in basso nella graduatoria della ricettività extra-alberghiera. Dal 2001 al 2008, inoltre, le mostre temporanee di maggiore successo si sono tenute tutte o quasi a Napoli, che monopolizza la top ten con una sola presenza di una mostra palermitana. «Se si confrontano gli eventi organizzati da istituzioni statali, o i siti gestiti dallo Stato, la Campania ha un ruolo dominante nel Mezzogiorno», conferma Prato. «Ma se analizziamo i musei civici e gli eventi messi in campo dagli enti locali, il confronto con le città del Nord diventa sconfortante». Il Sud risulta quasi completamente assente, infatti, dalla graduatoria delle mostre temporanee allestite da enti locali: anche in campo culturale, insomma, sembra confermata la tesi che vuole Napoli «una prefettura».
CAMPANIA - Campania d'arte
Il Rapporto dell'associazione della Città d'arte e di cultura (Cidac) elenca 185 città d'arte del Mezzogiorno, tra cui 47 in Campania. Le città d'arte del Mezzogiorno vengono classificate in varie categorie, sulla base di indicatori quali il numero di studenti universitari nel settore turistico-culturale, di associazioni, di spettacoli dal vivo, la spesa culturale degli enti pubblici, le presenze alberghiere, le pagine dedicate dalle guide turistiche. Napoli si conferma capitale culturale del Mezzogiorno, con un livello di sviluppo culturale più elevato di altre città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo