Una guida alle bellezze d'Italia e, al tempo stesso, un utile promemoria sui tesori da salvaguardare per le istituzioni. «I luoghi del cuore», il censimento del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo, alla sua quarta edizione, classifica i luoghi più amati dagli italiani e ciò che li sta rovinando: il tema del censimento 2008 era «Cancelliamo insieme le brutture d'Italia». E ben 110mila sono stati gli italiani che concretamente si sono mobilitati, attraverso le oltre 5.600 filiali dell'istituto bancario, per posta e via Internet, per segnalare brutture e scempi che rischiano di deturpare, o lo hanno già fatto, monumenti, paesaggi o siti storici. La massiccia partecipazione è segno tangibile di una sensibilità crescente nei confronti delle bellezze dello stivale e di una volontà di difenderle, in quanto beni comuni, contro gli abusi di ogni genere. La Puglia non poteva non far parte della «lista nera»: tra i primi 100 luoghi del cuore della classifica Fai 2008 ce ne sono otto pugliesi. Primo, la Baia dei Turchi di Otranto (11posto con quasi 2400 segnalazioni): nel 2007 il Comune di Otranto ha bloccato la costruzione di uno stabilimento balneare in loco e, a causa della lunga battaglia legale con i costruttori, il suo smantellamento è stato interrotto e mai più portato a termine. I resti della struttura sono ancora lì e oltre ad inquinare la spiaggia, rappresentano un pericolo per tutti i bagnanti. La splendida spiaggia sabbiosa dove, secondo la leggenda, sbarcarono i guerrieri turchi nel corso dell'assedio alla città di Otranto, fa parte dell'Oasi protetta dei laghi Alimini, classificato dall'Ue come Sito di Importanza Comunitaria. Al 14posto (1.835 segnalazioni) ci sono i Trulli di Alberobello (Patrimonio Mondiale dell'Umanità per l'Unesco): le abitazioni storiche del piccolo centro agricolo vanno preservate da un'ulteriore cementificazione che rischia di comprometterne fortemente l'equilibrio e l'intero paesaggio. Taranto è forse la città più presente nel censimento Fai. Prima con la Torre d'Ayala (17posto con 1.225 segnalazioni), la storica costruzione che rappresentava il termine delle mura magno-greche, costellata di cartelli gialli che riportano la frase «pericolo per la pubblica incolumità » e cinta da una rete metallica, rischia di crollare sotto il peso di anni di abbandono. Ma fanno parte dei luoghi del cuore anche l'intera città di Taranto (75a con 118 segnalazioni) secondo i votanti, sotto l'assedio dei complessi industriali e lo stesso stabilimento Ilva (78con 115 voti), tristemente noto per i miasmi che ammorbano i tarantini e per le numerose morti bianche. E ancora, al 54posto (221 voti) la cattedrale di Foggia: da tre anni i lavori di restauro sono fermi e le impalcature che coprono la facciata e la lanterna della chiesa del XIII secolo, ne impediscono quasi totalmente la vista. L'abusivismo edilizio, invece, è il problema che affligge l'istmo di Lesina nei pressi di San Nicandro Garganico (88con 89 voti). Infine, 63 segnalazioni sono giunte contro l'abbandono e il degrado della chiesa della Madonna della Grotta (100o posto) a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi.