IGLESIAS. In principio era niente, ora si chiama Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Un cammino difficile nella fase di gestazione poi nel 2000 arriva la legge istitutiva del Parco e con la nomina di Giampiero Pinna a commissario straordinario e di Luciano Ottelli a direttore la macchina operativa si mette in moto raggiungendo traguardi insperati. Ieri mattina Giampiero Pinna, 24 ore prima della fine del suo mandato, ha presentato il resoconto del suo operato e dei suoi collaboratori sorvolando sulle innumerevoli difficoltà che si possono incontrare nel mettere in orbita un sistema operativo complesso e delicato come quello di valorizzare i beni minerari e di proporli all'attenzione del mondo scientifico e agli appassionati dei "rottami" dei cantieri minerari. Oggi il Parco Geominerario della Sardegna è punto di riferimento per gli altri parchi sparsi nel mondo e, nonostante la giovanissima età, quello realizzato nell'isola è tra i più apprezzati del pianeta. «Tre le molteplici attività svolte dal Parco - ha precisato Giampiero Pinna -: c'è stata l'organizzazione della gestione dei siti in collaborazione con i Comuni del parco, la promozione e partecipazione ad attività di ricerca e di formazione: in questo senso si è fatta promozione e sostegno ad attività artistiche culturali e sportive finalizzate sempre alla valorizzazione dei siti, assicurare il regolare svolgimento delle attività operative del consorzio del parco. Si è organizzato un sistema a rete per la gestione coordinata dei siti e delle strutture museali attraverso la costituzione, con i Comuni, di strutture snelle ed efficienti». In ogni Comune sono visibili i segni della gestione Pinna-Ottelli passando da Rosas, a Carloforte, Buggerru Pau, Arbus Villaperuccio, Santadi e Carbonia. «Proprio in questi giorni - ha aggiunto il commissario straordinario uscente - con il Comune di Carbonia abbiamo dato corso al progetto per la costruzione di alcune strutture minerarie che sono andate distrutte». In rapida successione Giampiero Pinna ha elencato i più significativi interventi del Geoparco: l'isola ecologica del Mediterraneo a Carloforte, l'organizzazione della galleria Henry a Buggerru, la Valle dei Menhir a Villaperuccio, il centro minerario ambientale arburese, la valorizzazione della grotta su Bennatzu. Troppo lunga la lista per elencarli tutti. In cassa per l'esercizio 2009 ci sono oltre 6 milioni di euro che Giampiero Pinna lascia in eredita a Nino Granara che, da questa mattina, è il nuovo commissario straordinario del Parco geominerario della Sardegna.