L'abusivismo è tornato a crescere nel 2003, con la realizzazione di 40mila nuove costruzioni illegali nel corso dell'anno, un nuovo picco negativo a fronte delle 30.821 realizzazioni fuorilegge del 2002, delle 28.276 del 2001 e delle 28.983 del 2000. Le abitazioni costruite abusivamente dal 1994 a oggi - e che risultano suscettibili di essere sanate con il condono edilizio attualmente aperto - sarebbero, quindi, complessivamente 402.676. I dati arrivano dalla nuova indagine sull'abusivismo realizzata da Cresme e Legambiente, che segnalano come il numero delle case abusive realizzate nel 2003 sia del 41 superiore al livello del 2001. Questa è - dicono - la quantificazione dell'effetto dell'annuncio e del varo del condono edilizio. L'indagine costituisce l'aggiornamento di quella realizzata dalle stesse organizzazioni due anni fa, «L'abusivismo edilizio in Italia nel 2002». «La periodicità e la reiterazione dei condoni, uno ogni nove anni dal 1984, - afferma lo studio - fanno sì che si crei quell'effetto annuncio e quell'effetto trascinamento che fanno impennare il numero delle costruzioni abusive e ingenerano la convinzione negli abusivi che il rischio di ripristino della legalità per gli edifici fuorilegge in Italia sia davvero minimo». Le due associazioni ricordano anche che in occasione dei due passati condoni edilizi, del 1985 e del 1994, si erano toccati picchi di costruzioni abusive negli anni precedenti al varo del provvedimento. Così nel 1984 si era arrivati alla cifra-record di 125mila abitazioni abusive contro le 105mila del 1983 e le 70mila del 1982. Tornarono a 60mila nel 1985. Anche nel 1994 si arrivò a un picco di 83mila abitazioni fuorilegge contro le 58mila del 1993 e le 59mila del 1995. Cresme e Legambiente invitano a non sottovalutare neanche gli «strascichi costruttivi» che si realizzeranno nel 2004 dopo il boom dello scorso anno. Un altro fenomeno che sta emergendo è quello delle «trasformazioni», cioè «i frazionamenti e le trasformazioni d'uso illegali, dimensionalmente significativi, di fabbricati esistenti (stalle, capannoni, eccetera)». Gli abusi stimati nel 2003 ammontano, secondo l'indagine, a 11mila, «con un quasi raddoppio rispetto al 2002 (83)». E a preoccupare c'è anche un'altra novità, almeno per i livelli di intensità in cui si manifesta: l'«abusivismo accessorio». Si tratta di un fenomeno nuovo che non era stato stimato negli anni precedenti: in particolare, vi rientrano 800mila casi di «interventi di dimensioni contenute, ovvero di opere definite di completamento» tra i quali rientrano «ampliamento contenuto di alloggio unifamiliare, ristrutturazione con piccolo incremento volumetrico, abitabilità sottotetto e superfici non congrue, ampliamento e destinazione d'uso variata, per annessi agricoli». In una nota a margine Legambiente e Cresme ricordano come avviene la stima dell'abusivismo edilizio, incrociando più fonti informative: i dati censuari Istat, i sistemi informativi sulla nuova produzione edilizia del Cresme, l'attività comunale di rilascio delle concessioni per edificare, un panel di responsabili degli uffici comunali competenti in materia di abusi edilizi, i nuovi allacci elettrici, le indagini specifiche del Cresme sui singoli territori.