Operatori e artigiani contro l'idea del turismo a numero chiuso «Non ha senso parlare di "numero chiuso" nel turismo. Ci sono disposizioni ben precise, garantite dalla Costituzione che garantiscono la libertà di movimento. E'vero che si possono organizzare itinerari con programmi ben precisi per i gruppi come il turismo scolastico». Poche parole ma il concetto è chiaro per Piero Fiumi, volterrano doc, imprenditore nell'alabastro e presidente dell'associazione Pro Volterra. «Determinante è la sistemazione dei servizi parcheggi: bagni pubblici, orari dei musei. A Volterra non ci sarà l'assalto dei turisti, perché la città è in posizione decentrata. Può capitare di ricevere ondate di turisti come sarà per l'evento del film dei vampiri, della scrittrice Stephanie Meyer; ma ci sapremo organizzare». Piero Fiumi lascia qualche apertura di discussione sulla questione "tassa di soggiorno", «L'argomento può essere approfondito», dice. Piovono opinioni contrarie anche da altri operatori volterrani: «Sono assolutamente contrario e non riesco a capire che vantaggi possa trarne la città con il numero chiuso». L'attacco arriva da Lorenzo Fabbri, di Maria's Pelletterie. E rincara con una punta di ironia amara: «Specialmente le piccole attività vivono sul turismo di massa. Oppure vogliono davvero farle smettere di lavorare?». Guardando il calendario volterrano interviene anche la proprietaria di Già via Guidi: «Qualcosa c'è di sbagliato nella promozione turistica. Tanti a Volterra capitano per caso». Più articolata la posizione di Spartaco Montagnani, noto artigiano del centro: «Se la città si attrezza per il "mordi e fuggi" non è facile favorire chi cerca una visita più accurata e prolungata. Più che penalizzare il turismo di massa sarebbe opportuno mettere incentivi per un turismo più attento, ad esempio con bonus per il parcheggio a chi visita i musei». Marco Buselli
TOSCANA - VOLTERRA.Un bonus per il parcheggio a chi visita la città
L'idea del "turismo a numero chiuso" non ha senso a Volterra, afferma Piero Fiumi, presidente dell'associazione Pro Volterra. Ci sono disposizioni costituzionali che garantiscano la libertà di movimento. Fiumi sostiene che è possibile organizzare itinerari precisi per i gruppi come il turismo scolastico. La sistemazione dei servizi parcheggi, come bagni pubblici e orari dei musei, è determinante per evitare l'assalto dei turisti. Altri operatori volterrani, come Lorenzo Fabbri e Spartaco Montagnani, sono contrari all'idea e sostengono che il turismo di massa penalizza le piccole attività.
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