Nel centenario del Manifesto pubblicato da Marinetti, una grande mostra a Palazzo Reale rievoca lavventura del più famoso e discusso movimento di avanguardia italiano, che rivoluzionò tutti i linguaggi figurativi Le sorprese migliori arrivano dagli artisti meno noti, tra le cose più originali le "aeropitture" di Crali e i manifesti pubblicitari di Depero Cinquecento pezzi, trenta sale, due milioni di costo, un catalogo che pesa cinque chili: il percorso è ricco, ma i capolavori sono pochi Che labbuffata futurista abbia inizio. Circa cinquecento opere, oltre trenta sale, un catalogo (Skira) di cinque di chili e un costo che sfiora i due milioni di euro per una mostra che, per la prima volta, occupa interamente il piano terra di Palazzo Reale. Allesposizione che celebra il centenario del movimento ï "Futurismo 1909-2009. VelocitàArteAzione", inaugurazione a inviti stasera alle 19, apertura al pubblico domani ï curata da Giovanni Lista e Ada Masoero, cè quasi tutto: dipinti, sculture, disegni, progetti architettonici, ceramica, libri dartista, creazioni di moda, bozzetti di scenografie teatrali, fotografia e cinema. Si fa prima a dire quello che manca: i grandi capolavori della pittura futurista, stipati in massa al Pompidou di Parigi in una mostra che ha un quinto delle opere presentate a Milano ma sembra la sintesi del futurismo. Le vere icone futuriste, a Palazzo Reale, si contano sulle dita di due mani: Elasticità, Forme uniche della continuità nello spazio e gli Stati danimo di Umberto Boccioni, la Velocità dautomobile e La mano del violinista di Giacomo Balla, Il cavaliere rosso di Carlo Carrà e poco altro. La mostra ha comunque il grande pregio di documentare ogni aspetto e ogni stagione del più celebre movimento davanguardia italiano, fondato giusto centanni fa da Filippo Tommaso Marinetti. I futuristi, in aperta polemica con il "passatismo" accademico e borghese, vollero celebrare la civiltà industriale, la modernità delle macchine, la velocità e il movimento, riuscendo a rivoluzionare i linguaggi figurativi. Il percorso espositivo inizia alla grande con le opere dei precursori: imperdibile la Maternità di Gaetano Previati, il primo quadro divisionista italiano del 1891, collocato accanto a un notevole studio per il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo e alla sorprendente tela di Giuseppe Cominetti I conquistatori del sole. Di tutto rispetto anche la sala con le prove giovanili dei futuri futuristi, tra cui spicca La pazza di Balla, dipinta nel 1905 ancora con la tecnica divisionista e dedicata a tematiche sociali di moda alla fine dellOttocento. Ma le sorprese più belle arrivano dagli artisti meno conosciuti e dalle sezioni che, sulla carta, sembrerebbero secondarie. E letteralmente impressionante la ricostruzione delle scenografie di Fortunato Depero per Feu dartifice, eccentrico balletto senza ballerini in cui è la luce a danzare, in sincrono con la musica di Stravinsky. Si possono ammirare anche i bozzetti originali e i costumi di scena commissionati a Depero dalla Compagnia dei Balletti Russi di Diaghilev. Tra le opere più interessanti, i visionari disegni dellarchitetto Antonio SantElia, purtroppo scomparso giovanissimo, che inventa centrali elettriche, officine e stazioni ferroviarie di sconvolgente modernità. Ma i futuristi, nellutopistico tentativo di ricostruire lintero universo secondo la loro estetica, non trascurarono nulla e idearono anche improbabili e bizzarri oggetti in ceramica di uso quotidiano, come il bizzarro servizio da tè di Tullio dAlbissola. Tra le opere più curiose e originali, vanno ricordate le "aeropitture" di Tullio Crali che dipinge aerei lanciati in vertiginose picchiate sui palazzi della città. Non mancano nemmeno i libri di latta, i manifesti pubblicitari di Depero, che con il passare dei decenni non perdono la loro forza comunicativa, e un lungo filmato che raccoglie gli spezzoni più interessanti della cinematografia futurista. La scelta della data dinaugurazione della mostra non è affatto casuale, perché il 5 febbraio 1909, sulla Gazzetta dellEmilia, apparve unanticipazione del Manifesto del Futurismo, in cui Marinetti auspicava il rogo delle biblioteche e la distruzione dei musei, manifesto poi pubblicato integralmente il 20 febbraio sul quotidiano parigino Le Figaro. Proprio in omaggio alla prosa scoppiettante e alle geniali intuizioni del padre del movimento, sulla Piazzetta Reale è stata montata uninstallazione dellarchitetto milanese Italo Rota, dalla quale si propagano i rumori della città magistralmente remixati dallartista americano Dj Spooky, che riesce a sposare con successo la musica sperimentale futurista con lelettronica underground.