Cè anche lauto di Mussolini. Guida: il ricavato per larredo urbano Oltre alla Lancia decapottabile, un taxi depoca e due Fiat degli anni Quaranta La vecchia Lancia, con la guida a destra e il tettuccio aperto sui sedili posteriori, mantiene leleganza e la potenza di un tempo, nonostante la ruggine stia divorando la carrozzeria e la muffa abbia colonizzato le imbottitura dei sedili. Un faro è ancora integro e anche la ceneriera, accanto al volante. Sotto un dito di polvere si intravedono, su fondo chiaro, le iniziali rosse: "Ar". «È la macchina su cui il duce, Benito Mussolini, attraversò Napoli la mattina del 25 ottobre del 1931», racconta la voce popolare. Forse è solo una leggenda, o forse no. Ora, però, lo vuole capire il neo assessore allArredo urbano Diego Guida, che ha scoperto il cimelio storico, insieme ad altre nove auto depoca, in un deposito comunale. La Lancia del duce è nascosta tra centinaia di scrivanie e seggi elettorali e un kit di brandine e materassi per le emergenze. «Stiamo contattando lAci per cercare di risalire, grazie ai loro archivi, alla vera origine delle dieci auto, che hanno sicuramente un valore, essendo auto depoca. Ma vogliamo chiamare anche degli esperti e capire se davvero questa Lancia è quella usata da Mussolini. Se così fosse lauto sarebbe un pezzo deccezione», spiega lassessore Guida. Il progetto è ambizioso. Lidea studiata con la dirigente del settore, Maria Rosaria Guidi, è di mettere allasta le auto o venderle a dei collezionisti e poi «investire i soldi recuperati in progetti di decoro urbano, dalle panchine alle strade e ai parchi». Insomma il Comune vuole vendere le auto, miracolosamente recuperate, e fare cassa. «I budget sono molto limitati - spiega Guida - e non possiamo fare tutto quello che vorremmo. Perciò mi è venuta lidea di fare un inventario di tutto quello che giace abbandonato nei depositi comunali». Lassessore e la Guidi hanno trovato di tutto. Panchine rotte, fioriere minuscole o giganti, cumuli di sampietrini. «Molte cose sono inutilizzabili - spiegano proprio i custodi - perché non sono più a norma. Aspettiamo solo di mandarli in discarica». Ma, come accade nei mercati dellantiquariato, tra tanto ciarpame si nascondono anche pezzi unici, in questo caso le dieci auto. Oltre la Lancia decappottabile, cè un vecchio taxi, con la carrozzeria nera e verde, due Fiat, altre Lancia, tutte del periodo della seconda guerra mondiale o di pochi anni dopo. Almeno tre sono in buone condizioni, si legge ancora la targa: Napoli, Caserta, Pescara. «Le auto furono trovate allinterno di una grotta nella collina di Posillipo», racconta il custode, mentre da una vecchia radio con mangianastri esce la voce dalle tonalità antiche di Giusi Ferreri, che riempie le volte del capannone. «Quando le trovammo volevamo restaurarle e allestire un museo comunale», spiega la Guidi allassessore incuriosito che, con il cappotto scuro ormai bianco di polvere, cerca i numeri di telaio e li segna su un blocchetto per trasmetterli allAci. «Lidea del museo però è tramontata per mancanza di fondi e le auto sono rimaste in questo deposito dimenticate da tutti», conclude la dirigente. Oltre alle dieci auto trovate nel cuore della collina di Posillipo, ci sono altre vetture e moto degli anni Quaranta nella galleria che da via Morelli arriva a piazza Carolina. «Voglio andare a vedere pure quelle - si infervora Guida - per mettere a frutto i tesori di Napoli. E così scovare nel passato per aiutare il presente».