Un gruppo di amici a cena in un ristorante in Maremma. Chiacchierano di immersioni subacquee e di reperti archeologici recuperati a largo, vicino a "Le Formiche", nei fondali in prossimità del Parco dellUccellina. Si vantano di aver prelevato, più di una volta, antiche anfore. Peccato che seduto lì vicino, ci sia ad ascoltarli un carabiniere in borghese del servizio navale dellArma di Genova. Inizia con una segnalazione lindagine che, tra lestate scorsa e qualche giorno fa, ha portato al sequestro di otto grandi anfore e altri reperti saccheggiati a circa 50 metri di profondità, da un relitto romano. Loperazione, condotta dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Firenze, con i sub di Genova e larma di Orbetello, ha portato alla denuncia per ricettazione di un pensionato aretino di 72anni, nella cui abitazione sono state rinvenute le anfore e lattrezzatura da sub. «Si tratta di un appassionato di archeologia marina, che ha dichiarato di non aver mai fatto commercio dei reperti, ma di averli sono regalati ad alcuni amici di Prato» ha spiegato Christian Costantini, comandante del Nucleo fiorentino. I sommozzatori di Genova hanno anche ispezionato il sito archeologico, «fino ad oggi non censito, anche se tutta larea è nota per le rotte commerciali delle navi romane verso la Spagna - ha osservato la direttrice del Museo archeologico Carlotta Cianferoni - Si tratta di anfore per il trasporto di olio o pesce, databili tra il I sec. a. C. fino e il III sec. d.C.». Al di là del valore economico del materiale sequestrato, ha poi dichiarato il direttore regionale Mario Lolli Ghetti «è grave la manomissione e il danneggiamento del sito, che sottrae conoscenze più approfondite agli studiosi».