MILANO Al primo posto, sul banco degli imputati, c'è la burocrazia. Quella «macchinosa e lenta che blocca le iniziative più importanti a difesa del patrimonio dell'arte ». E che impedisce, ad esempio, il recupero del Castello della Colombaia di Trapani. Poi le amministrazioni locali e la tecnologia. Le stesse che rischiano di far scomparire la storica Libreria Bocca di Milano e la vista, coperta dalle antenne, da Monte Gennaro a Palombara Sabina in provincia di Roma. Sono questi «i mali» dei primi tre «luoghi del cuore» nel censimento del Fai, Fondo ambiente italiano. Arrivato alla quarta edizione, ha avuto stavolta per tema «cancelliamo insieme le brutture d'Italia». Oltre 110 mila italiani, anche attraverso le filiali Intesa Sanpaolo, hanno segnalato «le bellezze sulle quali è necessario intervenire». E dimo-strato, secondo Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente dell'associazione, che «c'è una voglia di cambiamento ». Chiese abbandonate, aree verdi condannate alle cementificazione e scheletri di costruzioni in disuso. Nella classifica sono entrati tanti tesori trascurati, dimenticati, da salvare. In testa, con oltre 7 mila voti, il Castello della Colombaia che «rischia la distruzione a causa di un intricato iter burocratico». È dal 2002 che il Comune di Trapani chiede al Demanio il passaggio di proprietà per iniziare il restauro. «Il male numero uno del nostro Paese è l'incapacità di prendere decisioni in tempi ragionevoli», spiega Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Per questo «dobbiamo chiedere ai legislatori di semplificare un processo decisionale che si è impantanato». Al secondo posto c'è la Libreria Bocca di Milano. In Galleria Vittorio Emanuele dal 1930, rischia di chiudere a causa dell'aumento del-l'affitto da parte del Comune. Poi le antenne sul Monte Gennaro a Palombara Sabina. E quindi il progetto di abbattimento delle Carceri storiche di Trento. Gli italiani vorrebbero anche preservare i monumenti dall'abbandono e dal degrado. Come ad esempio, Villa Sanna a Sassari, e la chiesa di San Ruffino a Mongiardino Ligure. Di sicuro, serve un cambio. «Soprattutto nella politica del turismo », spiega la Crespi. È necessario «valorizzare le nostre bellezze». E allora ben venga «la proposta del ministro Bondi di dare alle fondazioni la cura di alcuni beni». Così si eviterebbe un po' di burocrazia.