Cancelliamo insieme le brutture dItalia. Con questo slogan lanno scorso il Fai ha chiamato alla riscossa gli italiani, perché segnalassero quel che a loro giudizio rovina i luoghi che amano di più, i luoghi del cuore. La quarta edizione dellormai ben noto censimento «I luoghi del cuore», ideato e proposto dal Fondo Ambiente Italiano con cadenza biennale per sollecitare i cittadini e le istituzioni alla tutela della bellezza nel suo complesso - artistica, architettonica, paesaggistica ha rivelato un forte interesse di partecipazione: non cera niente da vincere, cera solo da indicare cosa di bello non si voleva veder scomparire o cosa di deturpante si voleva eliminare. Hanno risposto inoltre 110mila, che hanno firmato in varie sedi, tra cui le 5.600 filiali di Intesa Sanpaolo che sin dallinizio collabora alliniziativa, oppure che hanno votato per posta o via Internet. Letà media dei votanti, equamente ripartiti tra uomini (48,9) e donne (51,1) è 41 anni, quella insomma del pieno della maturità e dellattività (le scuole non hanno abbassato la media, sono appena il3) . La Lombardia ha totalizzato da sola oltre 2lmila votanti, seguita a distanza da Lazio (13.183), Piemonte e Sicilia, mentre a chiudere la classifica è il Veneto con poco più di 4.000 voti. I risultati di questo singolare censimento sono stati presentati ieri a Milano, alla Foresteria di Intesa Sanpaolo, da Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai, dal direttore generale culturale, Marco Magnifico, e dallamministratore delegato della banca ospite, Corrado Passera. Una prima evidenza, ha notato Magnifico, è che nella mentalità degli Italiani si è fatta largo la consapevolezza che esistono beni di tutti, beni comuni di cui ciascuno è in un certo modo «comproprietario», beni che vanno difesi ad ogni costo, anche richiamando le istituzioni ai loro compiti. In questo quadro, ha rilevato, la gente ha interpretato lappello del Fai come uno strumento concreto per salvare i luoghi amati o per restituirli allintegrità originaria. In questa chiave si comprende la sorta di plebiscito che ha portato al primo posto in classifica il Castello della Colombaia di Trapani, lantichissima fortezza allingresso del porto il cui nucleo iniziale risale ai Cartaginesi, ad Amilcare Barca, che nell"800 diventò un carcere e che ora, proprietà del Demanio marittimo, è abbandonato, oggetto di incuria e di atti vandalici e a forte rischio di crollo: in più di 7.000 hanno firmato perché si sblocchi liter burocratico che finora ne ha impedito il passaggio al Comune e il conseguente restauro. E ancora in questa chiave si comprendono le 1.974 segnalazioni che hanno fatto classificare al dodicesimo posto il «luogo del cuore» di Toscolano Maderno, la spiaggia del Vialone. Il rischio contro cui i firmatari lottano è quello della cementificazione di una delle poche spiagge del Garda rimaste; un rischio contro cui si è battuta la Soprintendenza per i Beni architettonici e il paesaggio, che ha disposto il vincolo sullarea. Al sovrintendente Luca Rinaldi infatti, pur non presente a Milano, sono andate apertamente le lodi di Marco Magnifico. Il prossimo passo però, ha ricordato ancora Magnifico, toccherà al Tar, cui il Comune ha fatto ricorso contro il vincolo. Altro segno della determinazione dei firmatari di Toscolano Maderno in difesa della spiaggia è che, nella classifica particolare della Lombardia, questo «luogo del cuore» gardesano è arrivato terzo, dopo la richiesta di cancellazione della progettata autostrada tra Broni e Mortara, nella Lomellina, e dopo la difesa dallo sfratto di uno dei più antichi negozi storici di Milano, la Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele. I locali infatti, in quello che fu il salotto di Milano, sono di proprietà del Comune, che chiede un affitto adeguato alla speciale location, e che ovviamente una libreria, pur diventata luogo di esposizioni darte e di scambio culturale, non può permettersi, a differenza di un negozio di moda o di un fast food. Del resto, come ha ricordato Marco Vitale, da anni amico del Fai, citando dal «Viaggio in Italia» di Piovene, la società italiana è «la più distruttrice dEuropa», mossa da «interessi e capricci del giorno». Al bresciano Marco Vitale abbiamo chiesto una riflessione sulla richiesta che viene dai firmatari di Toscolano Maderno: «Il Garda non esiste più. Quello del Garda è uno dei più grandi massacri italiani; io, che ci sono cresciuto, non ci vado più. Cerchiamo allora di salvare almeno quel che è possibile». Se la cementificazione, labbandono, il fiorire di parcheggi o di ripetitori per Tv e cellulari (è il caso del «luogo» terzo classificato nazionale, il Monte Gennaro di Palombara Sabina, nel Lazio, dove la Regione vuole aggiungere altre antenne), sono i nemici tipici di chi vorrebbe salvare il salvabile, un altro potenzialmente letale, indicato senza mezzi termini dai votanti, è la burocrazia. Ed è questo, secondo Corrado Passera, un elemento che la politica dovrebbe considerare tra gli indicatori per valutare la gestione della società civile, che non può essere fatta solo di voci di bilancio. I risultati del censimento indicano che molti dei problemi stanno «nel non decidere, nel non arrivare in fondo, nei meccanismi dei vari livelli istituzionali che han diritto di vetoe senza conseguenze».