VENEZIA Sul Futurismo una bella pietra sopra. A metterla è la Fondazione di Venezia. Che fino a questo momento non era entrata nel dibattito soldi-sì soldi-no alla mostra già programmata nel giugno prossimo al Correr. Ma che ieri ha preso posizione in modo netto: «Il percorso non è di nostro interesse, l'esposizione ha poco a che fare con Venezia e un ruolo di mero sponsor (per la Fondazione) non è accettabile ». Quindi niente soldi, nessun contributo di 500 mila euro da stornare dalla mostra (eliminata) del Bellini. E «Astrazioni » salta, perché mezzo milione di euro sul milione e 200 mila di costo totale da far saltar fuori in breve tempo pare un'impresa disperata. Inizio in salita per la neonata Fondazione Civici Musei. «Non volevamo entrare pubblicamente nel merito della questione hanno fatto sapere dalla Fondazione di Venezia ma Sandro Parenzo prima e Giandomenico Romanelli poi ci hanno chiamati in causa e il nostro silenzio rischiava di essere interpretato come un silenzio- assenso». Niente di più lontano dalla realtà. «Aspettiamo risposte positive soprattutto dalla Fondazione di Venezia che aveva già stanziato mezzo milione di contributi per la mostra sul Bellini» aveva detto nei giorni scorsi il presidente Parenzo. Il giorno dopo la riunione del consiglio di amministrazione, il direttore artistico Romanelli aveva aggiunto: «Siamo in attesa di riscontri, bisogna fare presto». Ad una settimana esatta arriva la risposta dalla fondazione presieduta da Giuliano Segre. Una cartella che fa chiarezza ma che finisce inevitabilmente anche per riaccendere le polveri. «Per coproduzione dice la nota la Fondazione ha inteso soprattutto la partecipazione scientifica e organizzativa all'ordinamento della mostra». Lavorare assieme, insomma. Cosa che evidentemente nel caso del Futurismo non è stata possibile. «A fine anno ci è stata portata all'attenzione l'ipotesi di una mostra tutta già confezionata e collocata nelle celebrazioni sul centenario del movimento artistico in questione». Ossia: nel momento in cui eroghiamo un contributo vogliamo partecipare fattivamente alla realizzazione della manifestazione. «La Fondazione non può essere solo uno sponsor (come invece lo sono di norma gli istituti di credito, ndr) e i soldi che erano destinati alla mostra sul Bellini prosegue la Fondazione nella nota sono stati annullati assieme all'esposizione stessa. Questo nuovo percorso non è d'interesse per noi aggiunge anche perché ha poco a che fare con Venezia». Insomma, nessuna via d'uscita per il Futurismo. E la classica bagarre che scoppia tra i protagonisti per non rimanere alla fine con il cerino della colpa in mano. Non poteva rimanere fuori del dibattito la crisi economica che per la Fondazione di Venezia «ha ridotto a zero i proventi da dividendi della banca Intesa San Paolo » quando solo l'anno precedente erano stati di 26 milioni. Morale? Per una mancata collaborazione tra due fondazioni (quella di Venezia e quella dei Civici Musei) quest'anno la città non avrà la sua più grande mostra in cartellone. D'altra parte sia il sindaco che Parenzo l'hanno detto a più riprese: no alle mostre spettacolo. In un anno di crisi «molto meglio spolverare l'argenteria».
VENEZIA - Futurismo, mostra bocciata C'entra poco con la città
La Fondazione di Venezia ha preso posizione contro la mostra sul Futurismo, affermando che il percorso non è di loro interesse e che un ruolo di mero sponsor non è accettabile. La Fondazione ha quindi deciso di non fornire contributi per la mostra, che era prevista per il giugno prossimo al Correr. La mostra sul Bellini, che era prevista per la stessa data, è stata eliminata. La Fondazione di Venezia ha anche affermato che non è interessata a partecipare alla mostra in alcun modo, e che il suo ruolo è quello di lavorare insieme alla Fondazione dei Civici Musei per creare mostre di alta qualità.
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