NAPOLI Prima del ciclone Global Service a Napoli si è a lungo parlato ed animatamente di conservazione del centro storico patrimonio dell'Unesco e di fondi europei in arrivo, altri 250 milioni per decine di progetti «speciali ». La palla è passata da Laudadio a Oddati che per l'amministrazione Iervolino curerà anche il Forum delle Culture. Intanto né la Curia, né le soprintendenze, né l'amministrazione che tuttavia ha cominciato un timido restyling di alcune strade dei Decumani sembrano potere nulla sull'avanzamento del degrado dei monumenti, ma persino delle strade dello shopping appena rifatte che pure insistono nel perimetro Unesco (vedi via Chiaia). È il comitato di Portosalvo presieduto da Antonio Pariante che continua a registrare vecchi e nuovi scempi in attesa dei «grandi cambiamenti» annunciati nella gestione del patrimonio storico. Tre fotografie appena scattate nel cuore della città documentano «in maniera inequivocabile che il livello di degrado sta superando ogni limite», protesta Pariante che, in compagnia di Fabio Copellino, webmaster del comitato, ha realizzato «l'ennesimo reportage sull'incuria di uno dei principali luoghi storici e turistici della città», Palazzo Reale. All'ingresso del Palazzo si può ammirare da ieri mattina una «singolare fioriera colma di mattoni di risulta, cementati» e posta sotto la statua di Carlo V, alla quale è stato appeso un drappo viola sulla mano destra mentre nella sinistra quella che fu una pergamena risulta definitivamente disintegrata. «È evidente che l'oltraggio ai monumenti è inarrestabile, con buona pace dei posteri che, di questo passo, troveranno poco e niente della grande testimonianza del nostro passato», protesta Pariante sul sito del comitato di storici, professionisti ed esperti del settore. Sul web (www.portosalvo.org) sfilano le immagini di decine di orrori, alla portata di tutti. I fotografi del comitato si soffermano in particolare sullo scempio al gruppo scultoreo del Santo Patrono davanti alla chiesa di Santa Caterina a Formiello: con mani e braccia mutilate, forse per furto, tanto i puttini del Vaccaro che il Santo stesso. E tristemente o paradossalmente nemmeno in questo caso la Curia, che possiede, compreso questo, più della metà dei complessi religiosi in città, sembra saperne nulla. «Mi auguro commenta mesto Pariante, pure amico del Cardinale che le associazioni sangennariane che nel passato hanno provveduto a vari restauri intervengano al più presto», tra l'altro sull'edicola voluta e pagata dalla Deputazione del Tesoro di San Gennaro in segno di ringraziamento al Santo per la protezione accordata alla città.
NAPOLI - Mutilati San Gennaro e Carlo V
Il comitato di Portosalvo, presieduto da Antonio Pariante, ha registrato ulteriori casi di degrado dei monumenti storici a Napoli, tra cui Palazzo Reale e il gruppo scultoreo del Santo Patrono. Le immagini scattate dal comitato mostrano scempi come la fioriera di mattoni appesa alla statua di Carlo V e la disintegrazione di una pergamena. Pariante protesta sul sito del comitato, chiedendo l'intervento delle associazioni sangennariane per il restauro dei monumenti. La Curia e le soprintendenze sembrano non essere a conoscenza di questi scempi. Il comitato ha anche realizzato un reportage sull'incuria di Palazzo Reale e ha pubblicato le immagini sul suo sito web.
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