Dopo sei mesi alle intemperie, dopo che l'amministrazione capitolina ha deciso a metà settembre del 2008 di dare l'addio al mega-parking sulla collina sopra piazza del Popolo, verranno ricoperti gli scavi del Pincio. Anzi, il Campidoglio vuole fare prestissimo. E ieri in una riunione con la sovrintendenza, impresa e Atac, presieduta dal capo di gabinetto del sindaco, con l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini, è stata messa a punto la soluzione. Sarà conclusa una transazione economica con l'impresa per il pagamento dei lavori eseguiti, del progetto e adesso il completamento della copertura con la sistemazione dei giardini. I fondi, si parla di circa tre milioni di euro, saranno previsti nel bilancio del Campidoglio: l'appalto sarà nelle mani del comune, non dell'Atac. «Finalmente abbiamo individuato un percorso condiviso per rispondere alle indicazioni del sindaco di fare presto - dice Marco Corsini - nell'eliminare una situazione che non poteva più restare in quello stato. Se tutto va bene prima dell'estate il piazzale del Pincio sarà a posto». «L'importante - afferma l'assessore alla Cultura Umberto Croppi - è che i lavori avvengano secondo il progetto della nostra sovrintendenza, sia per garanzia sulla tutela dei ritrovamenti, sia perché il ripristino della superfice sia coerente con il progetto». Il programma prevede per la parte esterna quanto già disegnato con l'accordo delle sovrintendenze: i giardini, le aiuole e i busti (restaurati) verranno riportati come erano in precedenza: sarà ripresa la sistemazione ottocentesca del giardino secondo il disegno del Vachez. Gli scavi non verranno semplicemente ricoperti di terra, anche perché l'area occupata dai reperti è molto grande. Si sta studiando la soluzione di una «soletta » di cemento che protegga i muri antichi, che verranno anche puntellati e messi in sicurezza: gli scavi resteranno, così, anche se non visibili in qualche modo accessibili per gli studiosi, qualora si abbia la necessità di vederli. «L'intervento in cemento serve anche a consolidare le strutture per evitare eventuali cedimenti del terreno», spiega Umberto Croppi. E, non essendoci più il problema delle griglie di aereazione, verrà riportata la ghiaia.