Sovrintendenza archeologica sul piede di guerra. Per dire no al commissario straordinario dell'area centrale. Minacce di sciopero Archeologi in rivolta contro il commissariamento dell'area centrale. Con un duro comunicato si annuncia la mobilitazione, si dichiara lo stato di agitazione permanente, non esclusa la ripetizione della chiusura (già verificatasi il giorno stesso del vertice Stato-Comune di Roma) di tutti i monumenti e musei della città. Ieri in sovrintendenza ipotizzato uno sciopero. Intanto è appello a dire no. «Il corpo tecnico-scientifico della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, avuta notizia dell'annuncio da parte del Ministro Bondi della richiesta di un commissariamento straordinario del proprio Ufficio, non ritenendo plausibili le motivazioni addotte a sostegno di un provvedimento che solo un'emergenza di protezione civile potrebbe giustificare, dichiara lo stato di agitazione permanente». Questo l'inizio del documento firmato da architetti e archeologi, un'ottantina. «La nomina di un Commissario straordinario, attualmente responsabile della Protezione Civile, di un vicecommissario attuatore (incompatibilmente assessore comunale), oltre a porre l'attività dell'Ufficio di tutela al di fuori dell'amministrazione ordinaria, ci esautora di fatto...». Tra Stato e Comune bastava un semplice protocollo d'intesa, dicono, è evidente che gli obiettivi del commissariamento puntano a una privatizzazione strisciante. Tra i firmatari direttori di museo (Rita Paris di Palazzo Massimo, Maria Antonietta Tomei del Museo delle Terme, Alessandra Capodiferro e Matilde De Angelis di Altemps, Mariarosa Barbera della Domus Aurea, Rossella Rea del Colosseo, Laura Vendittelli di Cripta Balbi, Marina Piranomonte delle Terme di Caracalla), gli scavatori del Suburbio (Rita Santiolini, Stefano Musco, Daniela Rossi, Paola Anzidei, Paola Filippini), gli esperti di Palatino e area centrale (Roberto Egidi, Maria Grazia Filetici, Giuseppe Morganti, Piero Meogrossi, Paola Catalano, Fedora Filippi).