SIRMIONE (Brescia) Chissà cosa avrebbe scritto Catullo guardando la sua Sirmione «delle penisole e delle isole pupilla» spogliata dei pini e rivestita di palme. Sicuramente tra qualche mese il sommo poeta faticherebbe a riconoscere viale XXV Aprile senza l'ombra garantita dai «cappelli» verdi dei «pinus pinea», che l'amministrazione comunale farà tagliare per far posto a 118 palme. Il «maquillage» costerà 300mila euro e già divide la città. «Gli interventi programmati sono già partiti spiegano in municipio e serviranno a riqualificare tutto il lungo viale alberato che porta verso in centro storico ». Come dire che i pini saranno abbattuti non perché malconci o malati, ma solo per «rinnovare e rinfrescare» il look alla passeggiata. Stesso destino sarà riservato ai 24 pini marittimi che si trovano fra l'hotel «Du Lac» e il minigolf: in quella zona saranno piantumate palme alte fra 4,5 e 5,5 metri. E a chi storce il naso per l'abbattimento degli storici pini di Sirmione il Comune risponde chiaro: «Abbiamo scelto la palma perché è una pianta mediterranea che tiene il confronto con il pinus pinea, il tronco è proporzionato ai pini marittimi già presenti nel resto del viale». Una scelta «tecnica» che guarda soprattutto al portafoglio dell'amministrazione. Le palme, infatti, dicono gli esperti del Comune, sono meno dispendiose da curare, non avendo bisogno di particolari attenzioni, mentre gli attuali pini creano grossi problemi con le loro radici superficiali. I tecnici comunali sostengono che causano avvallamenti e «gobbe» nel fondo stradale e nei marciapiedi, smuovendo pure i cordoli. Mentre in viale XXV Aprile si scaldano le motoseghe, Italia Nostra affonda il colpo e ricorda come i pini di Sirmione siano ormai diventati parte del paesaggio tradizionale del basso Garda. «È innegabile sottolinea Rossana Bettinelli, vice presidente nazionale di Italia Nostra, nonché architetto del paesaggio che i pini marittimi siano stati "adottati" sulle sponde del lago e, assieme a lecci, querce, cipressi e ulivi, siano diventate piante autoctone. La scelta delle palme è discutibile tanto quanto abbattere e tagliare alberi sani solo per risparmiare in manutenzione ». Non c'è solo un problema estetico, rileva ancora l'architetto Bettinelli: «I pini sono alberi gentili, che appagano la vista. Senza dimenticare il riparo dal sole che offrono a chi passeggia sul lungolago in estate. Le palme, invece, sono tozze e di ombra ne fanno poca. Starebbero meglio a Napoli o sul mare, luoghi dove crescono anche spontanee ». Verde L'antico castello di Sirmione e uno dei «pinus pinea» che saranno presto abbattuti e sostituiti con le palme