L'ipotesi di una vetrina del «Maggio» sugli scavi archeologici del metrò non è tramontata. Giulia Parente, assessore ai grandi eventi, fa di questa occasione un «punto d'onore» per la qualità della kermesse e, preso atto che i lavori per la ferrovia sotterranea subiranno comunque un consistente ritardo per la necessità di proseguire nella ricerca di altre testimonianze del passato, è tornata alla carica: da un recente sopralluogo dei tecnici nei cantieri di piazza Municipio e piazza Nicola Amore emerge l'ipotesi di un trasloco dei reperti trasportabili (escluse, dunque, le tre barche d'epoca romana e l'edificio imperiale tornato alla luce nella futura stazione Duomo) in un sito messo a disposizione dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici, diretta dal professore Enrico Guglielmo, che avrebbe già offerto la sua piena collaborazione per mettere in piedi l'iniziativa. Si pensa a una mostra di due settimane, evento-clou per la kermesse dei monumenti, all'interno della chiesa dell'Incoronata in via Medina. Il gioiello dell'architettura trecentesca, fresco di restauro e decorato con gli splendidi affreschi di Roberto Oderisi, potrebbe essere la sede ottimale per l'esposizione di vasi, scheletri, corredi delle imbarcazioni e - il pezzo forse più pregiato della collezione - la testa in marmo che secondo alcuni raffigurerebbe l'imperatore Nerone, secondo un'altra ipotesi (più accreditata) il generale Germanico. Altra questione emersa durante il sopralluogo, la preoccupazione degli addetti ai lavori per la sorte di alcuni reperti se non si provvederà in tempi brevi alla rimozione dall'area di scavo e al trasferimento in una sede più adeguata per la loro corretta conservazione. Il segnale d'allarme è acceso soprattutto per le tre barche di piazza Municipio. Strutture in legno così antiche, non più protette dalla barriera del terreno, rischiano di danneggiarsi per la prolungata esposizione all'aria e soprattutto per il caldo, visto che ci stiamo avvicinando alla bella stagione. E l'ipotesi di tirarle fuori e sistemarle in un contenitore (trasparente o blindato) per il restauro non pare di realizzazione così imminente come sembrava qualche mese fa. Negli ultimi giorni di febbraio erano venuti a visitare il cantiere gli esperti del laboratorio francese «Arc Nucléart», che già si erano occupati dei relitti nel sito archeologico di Pisa-San Rossore, ma sono tornati in patria senza un impegno ben preciso da parte dell'amministrazione comunale e della Metropolitana spa. Le tecniche suggerite (a guscio chiuso, a guscio semiaperto oppure a pane di terra, con estrazione delle barche con tutto il pezzo di terreno che le contiene) richiedono tempi lunghi, l'impiego di personale qualificato che non sarebbe disponibile nel breve termine e un impegno economico non inferiore al milione di euro. Cifra non iperbolica, forse: ma a questa bisogna aggiungere il costo del restauro (che non è incluso nel preventivo dei francesi), i tre milioni previsti per la revisione del progetto della stazione di piazza Nicola Amore e tutte le altre voci «eventuali e varie» che sarà necessario mettere in conto per sostenere le spese di un'operazione molto più impegnativa di quanto, forse, non si prevedeva.
NAPOLI : Un piano per l'archeologia per il "Maggio"
L'ipotesi di una vetrina del Maggio sugli scavi archeologici del metrò non è stata scartata. Giulia Parente, assessore ai grandi eventi, ha preso atto del ritardo dei lavori per la ferrovia sotterranea e ha deciso di trasferire i reperti trasportabili in un sito messo a disposizione dalla Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici. La mostra di due settimane sarà tenuta all'interno della chiesa dell'Incoronata in via Medina. Altre preoccupazioni sono emerse per la sorte dei reperti, in particolare per le tre barche di piazza Municipio che rischiano di danneggiarsi per la prolungata esposizione all'aria e al caldo.
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