Sul fondo molte anfore, denunciato 72enne che ne aveva alcune in casa Un'importante scoperta archeologica nelle acque antistanti il parco naturale dell'Uccellina, dove appassionati di subacquea hanno localizzato un sito archeologico marino di rilevante interesse scientifico, ma uno di loro è stato denunciato dai carabinieri per ricettazione. Un'operazione dell'Arma molto complessa, quella che ha portato alla scoperta di un sito archeologico, dove sono state rinvenute anfore di grande pregio, alcune delle quali integre, che potrebbe essere collegato alla fabbrica romana di Albinia, i cui scavi sono tutt'ora in corso. Il sito è stato scoperto da alcuni sub, che non avevano reso nota alle autorità competenti la propria scoperta e le indagini dei carabinieri sono iniziate quasi per caso. «Personale del servizio navale dell'arma genovese, libero dal servizio - si legge in una nota del comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, nucleo di Firenze - ha ascoltato una conversazione tra due commensali in un ristorante i quali, appassionati di subacquea, parlavano di un sito archeologico marino, situato in prossimità delle Formiche del comune di Grosseto, dal quale uno dei due affermava di aver prelevato, a più riprese, alcune anfore». «Il nucleo Tpc fiorentino - prosegue la nota - prontamente informato, d'intesa con funzionari della Soprintendenza Archeologica, si è subito attivato per individuare la località che, tuttavia, non risultava ancora censita. Grazie all'ausilio delle apparecchiature tecniche in possesso del Centro CC Subacquei di Genova, nello specchio d'acqua antistante gli scogli, a oltre cinquanta metri di profondità, è stato individuato il sito, sul quale giacciono numerosissime anfore». Una volta localizzato il sito archeologico, le forze dell'ordine si sono impegnate a identificare i sub sospettati di trafugare le anfore. «Sono stati poi pianificati servizi di controllo sulla zona, con l'ausilio della Motovedetta dell'Arma di Orbetello - conclude il comunicato dell'Arma - ed è stato quindi identificato l'uomo che aveva dichiarato di aver prelevato materiale archeologico, cioè un pensionato 72enne aretino, nella cui abitazione sono state sequestrate anfore per un valore di circa 60 mila euro». Secondo Carlotta Cianferoni, della Soprintendenza archeologica della Toscana, si tratta di una scoperta «molto importante, che consente di aggiungere nuovi elementi di conoscenza alla storia dei traffici commerciali marittimi in epoca romana». Barbara Uloremi