L'esame, la classificazione e il quadro d'insieme scaturito dal rapporto fatto dai ricercatori di Mecenate '90 per l'Associazione della Città d'Arte e Cultura (Cidac) si basa sulle principali guide turistiche internazionali e a un'analisi superficiale dovrebbe indurre a un cauto ottimismo in questi tempi di crisi. Invece, al di là delle analisi dei dati del turismo culturale su scala nazionale, l'indagine mette in mostra un divario sempre più profondo tra le città del Mezzogiorno e le città del Nord. Queste ultime, specie in questi anni, hanno saputo dimostrare di poter rinascere proprio con la scommessa culturale (Torino, Siena, Brescia, Mantova), investendo in un settore che si è rivelato il vero motore dello sviluppo urbano e territoriale. Ciò non è accaduto per le città d'arte del Sud, gioielli preziosi ma spesso abbandonati, o comunque non in grado di reinventarsi un ruolo in questo settore nè di innescare processi di reale innovazione. «Riteniamo di poter contribuire a una nuova stagione di politiche pubbliche - dice il presidente della Cidac Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura del comune di Torino - Muoviamo dalla consapevolezza che le nostre città rappresentano un vantaggio competitivo dell'Italia, come si dimostra sul piano internazionale, dove sempre più sono appunto le città a sviluppare un'economia legata alla conoscenza e alla creatività». Anche per questo l'associazione, che riunisce una quarantina tra le città d'arte più importanti e ha costruito una rete nazionale con importanti riferimenti europei, ha presentato di recente una proposta di legge per la valorizzazione di questo patrimonio, dal momento che poco è stato fatto in sede nazionale e regionale. Il rapporto Mecenate, il primo realizzato in Italia, verrà presentato domani a Napoli, dalle ore 10, presso la Fondazione Banco di Napoli in via Tribunali, a Palazzo Ricca. Spiega Ledo Prato, segretario generale di Mecenate 90: «Abbiamo analizzato un campione di 26 tra le 185 città classificate "d'arte", riscontrando una realtà complessa e controversa». Le tendenze? «Da un lato, l'enorme peso del comparto culturale delle grandi città come Napoli e Palermo. Dall'altro, la vivacità di alcune città medio-piccole meno dotate di beni culturali (Barletta, Cosenza, Crotone); infine il buon livello di dotazione di beni di altre città, cui però non corrisponde un adeguato livello di sviluppo di servizi culturali e in cui lo sviluppo del turismo sembra più legato ad altri prodotti turistici (Lecce, Catania)». s.d.s.
CAMPANIA - Sono 185 le città del Sud che possono entrare nella classifica delle città d'arte.
Un rapporto di Mecenate '90 per l'Associazione della Città d'Arte e Cultura (Cidac) analizza le tendenze del turismo culturale in Italia. Secondo il rapporto, il Mezzogiorno è caratterizzato da un divario profondo con il Nord, dove le città hanno investito in settori culturali e hanno visto un aumento dello sviluppo urbano e territoriale. Le città d'arte del Sud, invece, non hanno potuto reinventarsi e non hanno innescato processi di innovazione. Il presidente della Cidac, Fiorenzo Alfieri, ritiene che le città italiane rappresentino un vantaggio competitivo dell'Italia e ha presentato una proposta di legge per valorizzare il patrimonio culturale.
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