Il cantiere del Corso ora può ripartire Non ci sono più ostacoli per il cantiere di corso del Popolo. Almeno si spera. Ieri pomeriggio è finalmente arrivato a Palazzo Nodari il parere della Sovrintendenza che consente di far ripartire i lavori di rifacimento della più importante arteria del centro storico. Era atteso da molti giorni l'arrivo del documento da Verona, dopo che sono state esaminate tutte le carte spedite dai Lavori pubblici rodigini in merito al progetto e dopo anche i sopralluoghi effettuati dagli esperti dell'ente di tutela ministeriale. Sul cantiere, infatti, si sono accavallati due aspetti. Il primo è stato il cambio di normativa. Il progetto che era stato già approvato dalla Sovrintendenza si è trovato improvvisamente senza più la "autorizzazione" proprio perché sono cambiate regole e procedure, tanto che il Comune ha dovuto preparare una serie di carte, documenti e schede e rimandarle a Verona. Oltre a ciò sono emersi dai primi scavi, come era logico attendersi visto che la situazione storica del sottosuolo del Corso è ben nota, i resti delle mura delle riviere dell'Adigetto, che fino al decennio 1930 scorreva lì, per essere poi deviato nell'attuale alveo interrando l'asse che è diventato corso del Popolo. Non c'era alcuna intenzione, naturalmente, di riportare in luce tali resti, ma in questi casi sopralluoghi, esami e catalogazioni sono obbligatori, per poi emettere il parere sul progetto e rimettere in moto il cantiere come si può fare adesso. La direzione lavori, considerando che già si stanno accumulando ritardi, ha immediatamente firmato la ripresa dell'opera, ma si pone un altro problema: il clima. La nevicata e le piogge hanno reso totalmente impraticabile tale cantiere così come tutti gli altri sparsi in città. C'è uno strato di fango che rende impossibile fare alcunché, i mezzi affonderebbero, non si può scavare e gli operai non riescono a lavorare. Si è così costretti ad attendere che smetta di piovere e che il terreno si asciughi. Così come accaduto per le buche che si sono formate nelle strade di tutta la città, l'inverno è stato completamente sfavorevole per i cantieri, bloccando tutto e allungando i tempi di intervento. Tornando alla Sovrintendenza, ci saranno ancora delle prescrizioni da osservare, o meglio delle parti progettuali da definire, per esempio il tipo di lampioni che verranno utilizzati, ma appaiono ormai dei dettagli rispetto al via libera che è arrivato.