Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. EST Roma, - Il 1 febbraio l'ambasciatore italiano in Egitto, Claudio Pacifico, ha inaugurato al Centro archeologico dell'Istituto italiano di cultura, la mostra "L'approccio italiano alla conservazione delle antichità egiziane: condividere la conoscenza attraverso la formazione". L'iniziativa è stata realizzata dall'Istituto superiore per la Conservazione e il restauro del ministero italiano dei Beni culturali, nell'ambito del progetto "Riqualificazione del sistema museale", finanziato dalla Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo della Farnesina. La sua prima esposizione, presso il Museo egizio del Cairo, era stata inaugurata in occasione della visita di Stato del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. All'inaugurazione hanno partecipato numerose personalità italiane ed egiziane, tra cui il nuovo direttore dell'Ufficio di cooperazione allo sviluppo (Utl) dell'ambasciata italiana al Cairo, Ginevra Letizia, e il direttore del Museo egizio, Hasan Sabri. All'interno della mostra sono state illustrate le attività di formazione realizzate nell'ambito del progetto ed i risultati delle prime indagini scientifiche sui reperti archeologici selezionati. La piccola testa lignea di Tutankhamon bambino, i celebri ritratti del Fayoum e la testa della faraona Hashepsut, sono solo alcune, tra le più importanti opere, che sono state oggetto di interventi di studio e restauro nel quadro dei corsi di formazione. Il progetto, il cui importo totale ammonta a circa un milione e trecentomila euro, comprende due principali componenti: un programma di formazione per restauratori e conservatori e l'elaborazione di un Master Plan per la riqualificazione del Museo del Cairo. Sul primo fronte sono stati attivati cinque corsi: informatica, museologia, conservazione programmata, conservazione teoria e pratica e gestione e conservazione delle biblioteche. In tutto vi hanno partecipato 120 operatori museali e circa cento docenti italiani. Sono state realizzate 1.500 ore di lezione sulla conservazione e il restauro, all'interno delle quali sono state studiati 37 capolavori del Museo egizio del Cairo. La componente del Master Plan, invece, è stata dedicata alla riorganizzazione del museo, al fine di incrementare le sue capacità espositive e di migliorarne la fruibilità da parte dei visitatori. Il progetto, che si concluderà a Roma con un'analoga mostra presso il complesso monumentale di San Michele, è solo una tra le tante attività intraprese dalla Cooperazione italiana nella salvaguardia di un patrimonio culturale ed artistico di inestimabile valore, come quello egiziano, attraverso la diffusione delle nostre competenze, nel campo delle tecniche del restauro, riconosciute a livello mondiale. Come ha sottolineato l'ambasciatore Claudio Pacifico, Italia ed Egitto ospitano un patrimonio culturale, artistico ed archeologico che è testimone della ricchezza e della grandiosità del nostro passato. Tale cooperazione deve dunque giocare un ruolo strategico nella promozione di una comprensione reciproca sempre più profonda e sempre più fattiva tra Italia ed Egitto, fondata, al contempo, sul riconoscimento ed il rispetto di tradizioni, culture e civiltà diverse, e sulla valorizzazione delle profonde radici comuni. Il velino 3 feb 2009 16:50