GIORNALE DI SICILIA Edizione di Trapani venerdì 30 gennaio 2009 MONUMENTI. L'annuncio dal direttore regionale dell'Agenzia del Demanio Perplessità del Sindaco Fazio. "Non accada che questa iniziativa rallenti ancora una volta l'iter che dovrebbe portare al recupero di uno dei simboli della nostra città" La Colombaia diventerà un bene della Regione. L'antico castello di mare che sorge fra il Lazzaretto ed il Villino Nasi, pertanto, ritornerà a vivere o, quantomeno, verrà messo in sicurezza. Ad annunciarlo è stato Livio Marrocco, deputato regionale del Pd L , dopo che ha incontrato Antonio Ficchi, direttore regionale dell'Agenzia del Demanio ed il dirigente Giusto Santoro. "Nel corso dell'incontro afferma Marrocco mi è stata spiegata la reale situazione della Colombaia ed il motivo dei ritardi burocratici che per anni hanno paralizzato l'iter che avrebbe dovuto portare alla sdemanializzazione del bene. Nel 200, nel corso di una conferenza di servizi, era stato firmato un protocollo che conteneva degli errori, che hanno portato a rallentare bruscamente la pratica. L'iter continua Marrocco si è sbloccato soltanto nel settembre del 2008 con all'iniziativa dell'Agenzia del Demanio che ha intrapreso una strada differente per consentire che uno dei simboli della città di Trapani venisse ristrutturato". La felicità di Marrocco nell'annunciare l'operazione prossima che attuerà la Regione, però, non è totalmente condivisa dal sindaco del capoluogo Mimmo Fazio. Il primo cittadino, infatti, si augura che "non accada nuovamente, come in precedenza, che questa iniziativa rallenti ancora una volta l'iter che dovrebbe portare al recupero di uno dei simboli della nostra città". Poi Fazio si scaglia contro il deputato regionale Marrocco. "La sua comunicazione continua il sindaco non aggiunge nulla di più rispetto a ciò che era stato già ribadito e stabilito nel corso della riunione in Prefettura tenutasi a settembre. Mi sarei aspettato da Marrocco, che è trapanese e, avendo fatto parte della mia giunta, conosce bene i percorsi seguiti, che si adoperasse affinché la Regione, avviata la procedura di sdemanializzazione, rinunciasse contestualmente alla Colombaia che, così, si sarebbe potuta acquisire velocemente al patrimonio comunale. Poco cambia per i cittadini se la Colombaia appartiene allo Stato o alla Regione: La Colombaia - prosegue è un patrimonio della città; non vorrei che trasferendone la proprietà alla Regione diventasse solo uno dei tanti beni dell'isola, poiché per essa, inevitabilmente, non ha lo stesso Valore che ha per i trapanesi. Mi auguro, per il bene della città e per non assitere alla fine inesorabile della Colombaia, che ora le cose siano cambiate e che vi sia seriamente l'intenzione da parte della Regione, di provvedere al recupero della Colombaia. La storia Prima castello poi divenuto carcere Il castello della Colombaia deve il suo nome alla leggenda secondo cui le colombe vi si soffermassero prima di raggiungere l'Africa. L'origine è attribuita ad Amilcare Barca al tempo della I guerra punica d il console romano Numerio Fabio, nell'assedio della città, conquistò la Colombaia assaltandola di notte. Il castello, poi, fu dimora della regina Costanza, sposa di Federico III e successivamente venne ampliato da re Martino. Nel 1856 il castello venne ingrandito ed abbellito, quindi venne ancora fortificato nel 1670 quando vi era il pericolo di una invasione turca.