PALERMO Un viso maschile dagli accentuati tratti orientali. Forse un Cristo, affiorato dallintonaco, che assomiglia in maniera netta ad unimmagine dipinta sulla sesta trave del soffitto della Sala Magna dello Steri. Gli occhi allungati, le labbra che tendono verso il basso, una ferita sulla fronte... sono molto, molto simili, potrebbe essere stata la stessa mano. Ma che cosa ci fa unimmagine di Cristo sullo stipite interno della finestra di una cappella, ad almeno quattro metri daltezza? E di certo uno dei tanti misteri irrisolti dello Steri, affascinante e incomprensibile. Il volto è apparso durante i saggi per avviare il restauro di quel piccolo gioiello gotico, pressochè sconosciuto al pubblico, che è la cappella di SantAntonio Abate, a pochi passi dallentrata secondaria di Palazzo Steri. La cappella privata dei signori Chiaramonte che accedevano alla chiesetta tramite un corridoio riservato che li portava ad una tribuna, nettamente «staccata» dal popolo - tornerà alloriginaria bellezza alla fine del restauro che, appena avviato, durerà circa un anno. I lavori sono partiti in questi giorni e hanno già portato alla luce la conformazione originaria della struttura, le eleganti colonne gotiche, una scala in pietra che conduceva, verosimilmente, al pulpito in legno, scomparso ovviamente, assieme allaltare, agli arredi e ad un fonte battesimale in marmo dei primi del '500. Lavori per 350 mila euro Ad aggiudicarsi i lavori (poco meno di 350.000 euro), è stata la ditta MCN di Favara. Proprio attraverso i primi saggi, è affiotato il volto somigliante al Cristo di Sala dei Baroni. Perché poi un artista - forse uno dei tre pittori che illustrarono il soffitto trecentesco della Sala Magna, oppure Antonello Crescenzo che alla fine del Quattrocento lavorò allo Steri - possa aver stilizzato un volto in quel punto e a quellaltezza, non è dato saperlo. E non esistono ipotesi attendibili, come spiegano il direttore dellUfficio tecnico dellAteneo, Nino Catalano, e il direttore dei lavori Carla Lenzo. Si vedrà. Nel frattempo si scopre una cappella dal tratto elegante, molto degradata, danneggiata dallumidità, con gli affreschi quasi del tutto staccati. Il restauro interesserà il consolidamento della struttura già allinizio del secolo il Valenti, per evitare problemi statici, aveva ordinato la demolizione del campanile e di alcuni corpi esterni addossati alla cappella -, leliminazione delle infiltrazioni dacqua, il restauro degli affreschi e degli intonaci. Una volta completato il restauro, la cappella sarà utilizzata per ospitare mostre, dibattiti, incontri di un certo tono. «Questo restauro - afferma il rettore Roberto Lagalla, intervenuto alla presentazione con il suo predecessore, Giuseppe Silvestri - fa parte del progetto complessivo sullo Steri avviato dalla precedente amministrazione, che stiamo portando avanti con tempestività e qualità. È un ulteriore tassello di una politica generale che vuole recuperare tutti gli spazi ancora non utilizzati allinterno dello Steri, per rendere ledificio, la sede del dibattito culturale e scientifico della Sicilia occidentale. In questa ottica, e con laiuto dellassessorato regionale ai Beni culturali e della Soprintendenza, recupereremo anche la corte interna e restaureremo la Sala delle Capriate, danneggiata dalle infiltrazioni».
PALERMO - Sturi sul muro della cappella in restauro affiora un volto di Cristo
A Palermo, un viso maschile con tratti orientali è stato trovato sullo stipite interno della finestra di una cappella del Palazzo Steri. Il volto somiglia a quello di un Cristo. I lavori di restauro della cappella, che inizieranno presto, potrebbero rivelare ulteriori misteri. La cappella, privata dei signori Chiaramonte, era stata dimenticata dal pubblico. Il restauro, che durerà circa un anno, sarà realizzato con un budget di 350.000 euro. La cappella, con le sue colonne gotiche e la scala in pietra, sarà restaurata per essere utilizzata per mostre, dibattiti e incontri.
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