Mancano pochi mesi alla sua apertura ufficiale, ma è già evidente che il MAXXI, Museo delle Arti del XXI secolo, cambierà la percezione della Città Eterna nel mondo, perle sue dimensioni e la sua unicità. Dopo oltre dieci anni di lavoro, finalmente il progetto dellarchitetto Zaha Hadid è realtà: ottomila metri quadrati di superficie espositiva, un enorme piazzale alberato e mi intreccio di scale e saloni da perdere la testa che saranno a disposizione per mostre di arte contemporanea e architettura. Insomma, un bel vedere. AD ANNUNCIARNE lapertura, prevista alla fine di questanno, sarà una luce pulsante dellartista Alberto Garutti, che il 2 aprile illuminerà Via Guido Reni dallinterno di uno degli spazi già pronti, come il battito del cuore del museo allo stato embrionale. Un mese dopo, il cantiere sarà definitivamente consegnato alla Parc, la Direzione Generale per lArte, lArchitettura e il Paesaggio, che dovrà iniziare ad occuparsi dei contenuti. Una sfida non da poco. «Apriremo con una mostra nella quale sarà presentata una selezione di circa cento opere di arte contemporanea - spiega Anna Mattirolo, direttrice del museo - selezionata tra i trecento pezzi che costituiscono lintera nostra collezione». Sono circa sette anni che MAXXI e la Galleria Nazionale dArte Moderna acquisiscono opere di artisti italiani e internazionali del presente, in vista della realizzazione del nuovo museo. Ora avranno finalmente una loro collocazione, che dovrà fare i conti con uno spazio complesso, in cui la Hadid ha messo tutto il suo estro. Larchitetto angloirachena è nota infatti per la realizzazione di edifici sinuosi, dalle pareti oblique e dai percorsi tuttaltro che lineari, come le "torri danzanti" in progetto a Dubai. Non si è smentita neanche a Roma, dove litinerario di visita del MAXXI si traduce in unesperienza unica, in cui dallenorme piazza si viene quasi risucchiati in un intreccio di ambienti, rampe sospese e stretti passaggi, che aprono su ambienti maestosi, uno più suggestivo dellaltro. DALLATRIO DINGRESSO dal quale partono una serie di scale che ricordano le prigioni di Piranesi e le fantasie di Escher, il percorso nel museo è un succedersi di sorprese. «Camminare allinterno del MAXXI è unesperienza spiazzante - dice Mattirolo - il rapporto tra spazio e opera non è mai banale. Litinerario inizia da un lavoro di oltre 10 metri di Anish Kapoor, per finire con una parete di Giuseppe Penone. Dentro un continuo fluire di opere di qualità: da Clemente a Merz, da Paolini a Pistoletto, fino ai più giovani Bartolini e Arienti. Lilluminazione - conclude - è stata studiata per godere il più possibile della luce naturale, che si diffonde negli ambienti, soprattutto dallalto». Quello che manca ora è "soltanto" la Fondazione MAXXI, lo strumento amministrativo adeguato per gestire un museo di tali dimensioni. Più volte annunciato, lo statuto della fondazione è sul tavolo del Ministro, a cui spetta di prendere le decisioni più delicate sul futuro di uno dei musei più affascinanti del mondo.