SULMONA. Un progetto di oltre 3 milioni e 700mila euro per ristrutturare Villa Sardi e trasformare l'area in un quartiere commerciale e culturale. La villa diventerebbe sede di una fondazione e non è esclusa la costruzione di altri edifici. Il proprietario dell'immobile, Ennio Valeri, non nasconde la sua fretta per recuperare un bene che rischia la rovina totale. Ma manca il via libera del Comune che, da anni, non risponde alle richieste del proprietario che ha presentato, nel corso dei decenni, almeno sette progetti. La Sovrintendenza ha già dato il nulla osta, sottoponendo Villa Sardi a tutela monumentale e restrigendo il vincolo (lasciando cioè libera gran parte dei terreni). L'ultimo progetto, in ordine di tempo, è stato presentato nel 2007 a cura dello studio tecnico guidato dall'architetto Valerio Moretti di Roma. Prevede, oltre una ristrutturazione totale della villa e delle due corti, anche la sistemazione dell'esterno, illuminazione, verde compreso. Nei progetti, che potrebbero essere realizzati soltanto dopo la ristrutturazione e il restauro, anche la realizzazione di una settantina di alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e attività commerciali. La tutela monumentale, posta dalla Soprintendenza,infatti, dà il placet alla realizzazione anche di nuovi immobili (fino a tre piani), purché rispettando determinate distanze e parametri. Il terreno intorno all'antico edificio del '700 è di circa 22mila ettari, mentre gli immobili (la villa stessa e le due corti) sono di 4mila metri quadrati, uno spazio in cui, secondo il proprietario, si potrebbe realizzare «qualcosa di importante per la città». A metà degli anni Ottanta, l'Università Bocconi di Milano aveva manifestato interesse per Villa Sardi e tutta l'area circostante per realizzare una sede distaccata dell'Ateneo per poter agevolare gli universitari del centro-sud, altrimenti costretti a trasferirsi a Milano. Ora il prestigioso palazzo è nel degrado. Nei giorni scorsi il Centro ha denunciato lo stato di abbandono in cui versa la dimora rustica, le due corti e tutta l'area circostante. Il luogo è diventato meta di tossicodipendenti e vandali che hanno ulteriormente danneggiato l'antico immobile. Molti dei pregiati affreschi non esistono più, il soffitto è crollato in più punti. Nel corso degli anni i cosiddetti cacciatori di reperti hanno portato via suppellettili, mobili e reperti provenienti dall'Abbazia celestiniana di Santo Spirito e dal santuario di Ercole Curino, ai piedi del Morrone. «Ho molta fiducia e stima dell'assessore alla cultura Lorenzo Fusco » afferma Valeri «che ha dimostrato interesse nei confronti di questa vicenda e lo invito a visionare i progetti che, nel corso degli anni ho presentato per ristrutturare la villa, ma dal Comune non ho mai ricevuto risposte».